giugno 2011


Anche a me è venuto da dire: ma Remulo?
Una battutaccia, un po’ come quella di Osvaldo nel 2007, che richiamava il locale a Ponte a Mensola.
Questo brasiliano è ancora meno conosciuto e ho avvertito chiaramente lo smarrimento perfino tra Loreto e Bargellini (Pestuggia è fuorigioco, essendo addirittura più vecchio di me…) quando all’ultimo giro di Pentasport è arrivata la notizia.
E chi è?
Ce lo siamo chiesti tutti, sperando nello stesso momento che Corvino abbia ritrovato la mano felice dei giorni belli.
Ma ormai la politica societaria viola è segnata: si abbattono gli ingaggi, si tagliano i rami secchi, si vende (miracolosamente, a quelle cifre) un Cerci e con quello che si prende si comprano tre Romulo.
Esaltante? Assolutamente no, ma inevitabile ed è inutile strepitare troppo, chi non ci sta si mette in sciopero del tifo oppure prova a cercare chi ci compra tirando fuori almeno 120 milioni di euro, più quelli per una campagna acquisti da grande squadra.
Siamo completamente nelle mani di Corvino, dei suoi Romuli e Remoli, anche se mi auguro che almeno Mihajlovic qualcosa conoscesse del nuovo acquisto.
Nel caso contrario non rimane che affidarsi al precedente, che però resta un’eccezione: Prandelli, per sua stessa ammissione, non conosceva niente di Jovetic prima che Corvino lo portasse a Firenze…

Se davvero Corvino riesce a piazzare Cerci al Manchester per 7 milioni, si rimette quasi in pari con l’affare alla rovescia D’Agostino e riceverebbe i miei personali applausi.
Smentirebbe tutti, a cominciare da chi scrive, e si prenderebbe una bella rivincita con chi, compreso il sottoscritto, lo ha spernacchiato per almeno sei mesi.
E’ un’operazione assolutamente da fare, senza pensarci un attimo, per fare cassa e per chiudere ogni possibile veleno futuro tra il giocatore, non proprio un genio della comunicazione, e la tifoseria, ancora molto arrabbiata con lui.
Se poi dovesse esplodere nel campionato inglese, peraltro molto diverso da quello italiano e forse più adatto alle sue caratteristiche, ce ne faremo una ragione: ne abbiamo viste di peggio negli ultimi anni.

Mi verrebbe da dire che abbiamo una classe giornalistica in linea con l’ultima stagione della Fiorentina.
Questa storia degli occhiali rubati a Mihajlovic è veramente penosa e spero davvero che non siano un bluff le telecamere a circuito chiuso della sala stampa.
A questo punto, visto che sono passati diversi giorni dal furto e che nessuno ha riportato il maltolto, chiederei di conoscere il nome del o della colpevole, perché davvero non si può tollerare un fatto del genere che sputtana un po’ tutti.
Così è troppo facile: nessun colpevole, tutti colpevoli.
Per mia natura mi fido sempre delle persone, se però mi freghi una volta con me hai chiuso e non ci sono possibilità di recupero.
Ci vuole il nome, il cognome e pure il ritiro o almeno la sospensione della tessera, se è stato un giornalista.
Altrimenti, se fosse stato un tecnico della tv, l’interdizione a seguire la Fiorentina per almeno un anno, per vedere se impara come si vive al mondo.

E’ la più folle operazione di mercato compiuta da Corvino, direi in generale dalla Fiorentina dei Della Valle, e con questa ultima vicenda noi con Felipe e D’Agostino stiamo all’Udinese come nell’affare Melo la Juve sta alla Fiorentina.
Un’equazione sconfortante, direi.
L’unica spiegazione possibile porta a Montolivo: buttiamo via D’Agostino, con una perdita da urlo, solo perché è pronto un nuovo contratto con il capitano viola, che molto poco gradiva la sua presenza tattica.
Mi pare fantacalcio, perché non si hanno notizie di disgelo tra le parti dopo le invocazioni dellavalliane di oltre venti giorni fa, ma non si sa mai, a qualcosa ci si deve pure aggrappare.
Intanto ho saputo dal diretto interessato la cifra pagata nel 2010 per la metà del suo cartellino: 5.650.000 euro.
A cui vanno aggiunti e 2.200.000 euro lordi di ingaggio, che detratti dei 111.000 euro recuperati dall’Udinese (che tra Felipe e D’Agostino si è fatta d’oro con la Fiorentina) e divisi per le 14 partite giocate da questo ottimo centrocampista che ama Firenze fanno esattamente 552.000 euro a partita, più di un miliardo delle vecchie lire, una cifretta mica da ridere.
Spiace fare tutti queste operazioni, ma siccome negli ultimi anni ci hanno sinceramente frantumato le parti più intime e più care a noi maschietti con gli splafonamenti, le plusvalenze, le riduzioni di ingaggio, eccetera, eccetera, non possiamo che adeguarci e fare due calcoli anche noi.
Per ora comunque ne abbiamo fatti fuori cinque: due gregari, due buoni giocatori (D’Agostino ottimo, se sta bene) e un campione ingestibile.
Non si hanno in compenso notizie di Marchionni, utilissimo in futuro per il progetto, con i suoi 2.600.000 euro di ingaggio annuale (triennale, firmato nel 2009).
Se ci impegniamo ancora un po’, tra poco partono il talento tamponatore di fascia, il portiere dei miracoli per almeno cinque stagioni e, se arriva l’offerta giusta, l’indeciso capitano, mentre il bomber vorrebbe tanto incontrare il patron per capire.
Una volta compreso tutto, faccia sapere qualcosa anche a noi, perché dopo un pessimo campionato questi sono giorni davvero poco allegri per chi ama la Fiorentina.

P.S A me non piace assolutamente che venga dato ai Della Valle di ciabattini per due semplici ragioni.
La prima è che si vuole dare una connotazione dispregiativa a questa professione, che invece è assolutamente dignitosa, così come tutte quelle che comportano fatica e dedizione.
La seconda è che proprio siamo lontani anni luce da ciò che i Della Valle rappresentano nel mondo, non solo mediatico.
Però mi sono stufato di correggere i vari post e poi ho sempre dentro di me questo demone della democrazia, che a volte fa passare concetti e parole che non uso mai, ma che al tempo stesso non so se sia bene o meno censurare.

Sono assolutamente in linea con la preoccupazione generale sul silenzio che si respira intorno alla prima squadra e se D’Agostino davvero tornerà ad Udine si potrà tranquillamente inserire l’operazione tra le peggiori dell’era Corvino (ma si erano parlati con Mihajlovic quando è stato preso?).
Sono invece, sorprendentemente per molti di voi, in piena controtendenza per la storia dei tre allenatori del settore giovanile a cui non è stato rinnovato il contratto (non cacciati!), pur essendo estimatore di Buso, a cui voglio pure bene.
Ma visto che da due anni a questa parte è il settore che ha funzionato meglio, vogliamo almeno concedere al suo massimo responsabile, cioè Pantaleo Corvino, il diritto di governare le cose come meglio crede?
Se ha ritenuto di cambiare tutto, avrà fatto le sue considerazioni, e siccome mi pare piuttosto ferrato della materia, al contrario mio e vostro che, per dire, i giovanissimi di Guidi non li abbiamo neanche mai visti una volta, credo che spesso si parli solo per aria alla bocca.
Su quello mi fido, sul resto invece, ad un mese dalla fine del campionato, comincio ad essere impaziente.

Il primo atto del secondo tempo di Mihajlovic è stato ottimo: giuste le parole, giusto il tono, nessuna arrabbiatura eccessiva per il fuoco incrociato a cui è stato sottoposto in questi giorni.
Una reazione d’orgoglio, da persona seria, che può non piacere per le sue idee politiche, ma che qui è venuto per fare l’allenatore e non per governare la città.
Vediamo ora se farà giocare la squadra in modo degno, se prenderà davvero in mano la Fiorentina, magari chiedendo qualcosa di funzionale per l’idea tattica che ha in mente, senza accettare tutto come la scorsa estate.
Non è arrivato Delio Rossi e dobbiamo farcene una ragione, però adesso se si vuole bene a questa squadra mettiamoci almeno ad aspettare di vedere cosa questo allenatore saprà fare nella sua prova d’appello.

Faccio una cosa davvero inusuale, ma siccome l’articolo di oggi del Corriere Fiorentino mi è venuto dal cuore, mi sembrerebbe inutile cercare altre parole per ricordare una donna che è come se non fosse mai andata via.

Un anno senza Manuela. Una sensazione strana per chi ha diviso con lei lunghe stagioni di confronti, consigli, confidenze. Pensando a lei è impossibile ragionare al passato, ti viene spesso da dire: “ora sento Manuela, la chiamo e guardiamo un po’ qual è la soluzione migliore”. Dopo dodici mesi non è successo nulla di ufficiale, non le è stata dedicata la sala stampa del Franchi (ma le sarebbe piaciuto? Abbiamo qualche dubbio) e neppure un ricordo alla prima partita della Fiorentina senza di lei. Eppure basta parlarne, fare il suo nome e vedi accendersi qualcosa, anche fra quelli che non erano d’accordo con le sue idee e con quel suo modo così diretto di imporle. Una carica fortissima che però nascondeva sempre un retrogusto di grande dolcezza, a volte perfino di ingenuità. Bastava conoscerla un po’ meglio per apprezzarla, avere la pazienza di uscire dai luoghi comuni legati alla presenza femminile nel mondo del calcio, lei prima giornalista ad affermarsi nell’universo maschilista del pallone per poi prendere altre strade prestigiose. Una donna davvero speciale, che ci manca sempre di più via via che il tempo passa. Una signora che ha insegnato a tanti senza mai avere la pretesa di essere maestra, semplicemente dando l’esempio. Un anno senza Manuela, che raccontava e difendeva con passione i suoi eroi del pallone. Antognoni e Prandelli prima di tutto, ma anche uomini veri come Renzo Ulivieri. Stasera saranno tutti presenti in un ricordo lungo due ore a Radio Blu dalle 18, insieme ai compagni di viaggio di un’esistenza bellissima, piena di giornalismo e di affetti veri che non l’hanno mai abbandonata, specialmente negli ultimi anni durissimi.

Premessa: se arriva Rossi, sono molto più contento anch’io e non solo per colpa della stagione di Mihajlovic, che è stata comunque da 5, ma per ridare aria ad un ambiente che si sta avvitando su stesso.
E però ragazzi ora si sta esagerando.
Oggi li ho contanti: 49-tifosi-49 che incrociandomi in un qualsiasi momento della giornata mi hanno fatto tutti, ma proprio tutti, la stessa domanda: ma se ne va o no? Speriamo che lo prendano a Milano…
Mai vista una cosa del genere e sinceramente mi pare ingusto far pagare a Mihajlovic le antipatie maturate su Corvino e sui Della Valle.
Mai visto un allenatore più inviso di lui, molto più del povero Giorgi.
Qui ormai stiamo “succhiellando” le scelte di Moratti in un’alternanza di speranza e disperazione che mi pare rasenti la follia mediatica.
Ad ogni scarto dell’ex giovin signore annoiato (Bielsa, Spalletti, Capello, Gasperini, tra poco il “nostro” Delio Rossi) scatta irrefrenabile l’entusiasmo perché è convinzione comune che alla fine si arriverà a Sinisa, che ovviamente dirà di sì.
Sapete cosa vi dico? Se si continua molto su questo tiro al piccione, a costo di essere politicamente scorretto, comincerò ad avere Mihajlovic in simpatia, perché, a parte non essere stato tecnicamente all’altezza nell’ultimo campionato, non mi pare abbia fatto niente per meritarsi un trattamento da appestato come quello che gli stiamo riservando.

Siccome non sono stupidi, i dirigenti della Fiorentina l’hanno certamente capito che Sinisa Mihajlovic sta fortemente sulle scatole alla maggioranza dei tifosi e che in moltissimi, diciamo a stra bassi il 70%, speravano di vederlo andare a Milano.
Premesso che non sono ancora convinto che i giochi siano completamente fatti e che con Delio Rossi l’ambiente si sarebbe fortemente compattato, io sarei per concedere una tregua a Sinisa, per lasciarlo lavorare in pace nell’interesse della Fiorentina.
Se davvero rimarrà, come è stato vistosamente ribadito nelle ultime 48 ore, non ha senso stare lì col fucile puntato e secondo me la passione per i colori viola dovrebbe prevalere sulla sfiducia e soprattutto sull’antipatia personale, a volte figlia di situazioni esterne al rettangolo verde.
Anche a me sarebbe piaciuto un altro allenatore, ma riparto da zero a zero e mi metterò ad osservare e giudicare il lavoro di Mihajlovic senza nessun preconcetto.

Bravo Sinisa col suo puntuto comunicato, tempestivo nei tempi e nei modi, una risposta adeguata a stretto giro di posta alla constatazione-provocazione di Diego Della Valle.
Vediamo cosa succederà tra oggi e domani e poi speriamo che si torni a pensare alla Fiorentina come squadra da cambiare profondamente, con o senza Mihajlovic.
Certo che all’Inter non schrezano in quanto ad improvvisazione: Moratti gode a farsi continuamente intervistare e confondere le acque, si capisce chiaramente che il calcio è il grande sollazzo dell’ex giovine signore ricco che non sa come passare il tempo.
Credo che ci siano almeno cinque tecnici interpellati e blanditi dal miliardario nerazzurro, che vivono questi giorni nella speranza di essere il prescelto, che divorano frattaglie di dichiarazioni, che seguono l’inclinazione della voce del loro futuro presidente su un nome invece di un altro.
Forse Mihajlovic si è stufato del giochino, forse gli è scattato l’orgoglio di farci vedere a noi che non lo abbiamo apprezzato che ci sbagliavamo e che è un grande allenatore.
O forse siamo ancora alla tattica: se magari Moratti chiama Diego e gli chiede un favore…

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