gennaio 2011


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Ma si parlano tra loro in Fiorentina?
La domanda sorge spontanea, come avrebbe detto il vecchio Lubrano, all’indomani dello stop per il perdono di Mutu.
Censurabile o meno che fosse, la decisione sembrava presa: concessione di parola al reprobo, allestimento al Franchi della conferenza stampa di pentimento, parole piene di comprensione di ADV e infine richiamo “all’importanza di salvare l’uomo” di Corvino.
Se non eravamo a Bautiful, poco ci mancava.
Ed invece ecco che Mutu continua ad allenarsi a parte, che certamente non sarà in campo contro il Genoa, con la Fiorentina che continuerà ad annaspare maledettamente in attacco.
A questo punto aveva ragione Calamai nel suo intervento al Pentasport: bisognava non farlo sapere a Diego…che invece ha saputo ed evidentemente non gradito.
Io continuo nella mia astensione sull’argomento perdono, perché per me conta molto anche la coerenza, solo che mi piacerebbe sapere se dobbiamo aspettarci anche la seconda parte della stagione con, caso unico in Italia, due sole punte di ruolo in tutto, di cui una ancora minorenne.
Se fosse vero, riesumerei un’immortale battuta del grande Nanni Moretti: “continuiamo così, facciamoci del male”.

La siderale distanza che c’è all’Olimpico tra la tribuna stampa e il campo permette un vantaggio: si può vedere molto meglio il gioco di squadra, cioè come si muovono i giocatori, specialmente quando sono in possesso del pallone.
La Fiorentina è sconfortante: sono fermi, corricchiano, nessuno sa bene cosa fare esattamente, tutti vorrebbero il passaggio sui piedi per poi tornare ad avere lo stesso problema di prima.
Le colpe di Mihajlovic in questo scempio sono evidenti, quelle di Corvino ancora maggiori, perché è lui ad aver scelto il tecnico e calciatori, oltre ad aver confermato un gruppo da tempo autoreferenziale e dunque perfettamente in linea col tracotante atteggiamento verso l’esterno tenuto da sempre dal loro direttore sportivo.
In tutta questa questa micidiale arma di distruzione di affetti che è diventata la Fiorentina 2010/11 non mancano certo le responsabilità dei Della Valle, che continuano a brillare per la loro assenza (“non mi occupo di calcio”, ha detto venerdì Diego, a metà tra il minaccioso e lo scocciato), ma i 180 milioni messi in questi 9 anni di gestione mi rendono inevitabilmente più indulgente verso la proprietà, che non ci capisce più niente, essendosi affidata mani e piedi (purtroppo anche sul piano della comunicazione, con risultati da sempre fallimentari) ad un uomo assolutamente in confusione da almeno un anno.
Lo hanno fatto nel bene, i primi quattro anni, che non dobbiamo dimenticare, e comunque anche se lo facessimo c’è sempre qualcuno pronto a soccorrerci….
E coerentemente lo fanno ora, ma chissà fino a quando, nell’attuale disastro, certificato da un mercato in uscita ancora più triste di quello in entrata, perchè al 30 gennaio ancora non si è venduto nessuno dei vari costosissimi soprammobili che appoggiano i loro preziosi glutei nelle varie tribune d’obore italiane.
Stiamo letteralmente rotolando verso il basso, come neanch’io, che pure da sei mesi sono preoccupato, pensavo fosse possibile.
E se ci salveremo, cosa che continuo a credere assolutamente certa, poi dovremo davvero rivedere tutta la situazione, tra atteggiamento in campo e fuori dei giocatori, conferma (altamente improbabile) del tecnico, scelte tecniche impresentabili e conferenze stampe grottesche che dividono invece di unire.
Altro che stanchezza per il lavoro (strapagato) e regolamenti di conti con quelli brutti, sporchi e cattivi della stampa: se bastasse infamare quattro giornalisti saremmo e sareste già a posto…

Questa è la risposta a tutti coloro che pensano che un giornalista si svegli la mattina col solo scopo di dimostrare di aver ragione sempre e comunque.
Io invece cerco di capire di più e analizzare ogni cosa senza pregiudizio e così stamani alle sei mi sono trovato a ripensare alla frase di Corvino che invitava a riconsiderare il monte ingaggi sulla base degli infortunati.
In quel caso, ha detto Corvino, la Fiorentina non sarebbe più quinta, ma scalerebbe verso il basso: aveva ragione?
Ho così buttato giù dal letto Sestini e gli ho detto di preparare un lavoro certosino, cioè vedere i vari ingaggi dei calciatori infortunati di tutte le squadre che precedono i viola e togliere queste cifre dal totale.
Ho rischiato qualcosa giornalisticamente, perché avevo deciso che il servizio dovesse andare in onda nel Pentasport e non in Anteprima e quindi qualcuno poteva pensarci e bruciarci l’idea nelle varie trasmissioni che precedono il nostro programma di punta.
Non è andata così e alla fine Sestini ha confezionato un gran bel servizio in cui viene fuori che Corvino ha (in parte) ragione: la Fiorentina scivola infatti dal quinto al settimo posto, preceduta abbondantemente dalla Lazio e sul filo di lana dalla Sampdoria (andate su violanews.com per leggere i dettagli).
Il settimo posto, dunque, proprio quello che considero il traguardo minimo per salvare la stagione: hai visto mai che almeno su questo io e Corvino andiamo d’accordo?

P.S. Scusate ragazze e ragazzi, cerchiamo di essere precisi: il lavoro di Radio Blu ognuno lo interpreti come meglio crede, da parte mia considero gli infortunati un fardello pesante della stagione e comunqe due aspetti devono essere chiari:
1 – Se non arriviamo almeno settimi la stagione è fallimentare e arriva dopo quella negativa 2009/2010 (ed era la stessa cosa che pensavo prima di questa analisi)
2 – Sugli infortuni bisognerà fare uno studio attento perché alcuni sono forse il risultato di una preparazione sbagliata e altri di acquisti non proprio azzeccati (vedi alla voce Zanetti, Marchionni e pure Natali) proprio perché si sapeva che erano a forte rischio.

Come è stato possibile crollare solo nelle ultime cinque partite nello scorso campionato e iruscire nell’ipresa di arrivare undicesimi?
Chi è che la mattina si sveglia pensando solo a parlare male della Fiorentina e sguazza tra le polemiche e questa situazione difficile (a me per esempio girano parecchio da dieci mesi in qua)?
Come mai siamo tornati al clima da regolamento di conti (“di queste cose poi parleremo a tempo debito”) tra chi invece dovrebbe remare dalla stessa parte perché, se proprio uno non ci mette il cuore, a tutti converrebbe se non altro per ragioni professionali una Fiorentina che va bene?
Chi è che ha concesso a Zanetti un ingaggio stratosferico per due stagioni?
Come mai non riusciamo più a vendere calciatori chiaramente fuori dal progetto della Fiorentina?
E soprattutto: come mai se abbiamo il quinto monte ingaggi d’Italia, se la Fiorentina ha negli ultimi quattro anni il terzo posto per le spese fatte, se abbiamo la quinta difesa d’Italia, se a centrocampo e in attacco ci sono giocatori che tutti ci invidiano, se questa rosa va bene così, perché dall’inizio della stagione siamo stati esclusi dalla Coppa Italia e in campionato abbiamo toccato al massimo l’undicesimo posto in classifica?

Ha disarmato anche me l’umiltà di Mutu in conferenza stampa, ribadita nell’esclusiva di Radio Blu in cui mi sembrava corretto ribadire la durezza con cui avevamo commentato le sue ultime prodezze fuori dal campo.
E adesso che succederà?
Qualsiasi cosa faccia la Fiorentina ci sarà sempre una bella fetta di contrari, anche se il pendolo del popolo viola mi pare stia andando verso il perdono.
Ribadisco la mia astensione e sottolineo una prima forma di disgelo legata alla concessione dello stadio, che è comunque del Comune, per la conferenza e soprattutto l’autorizzazione a parlare.
Questa è già una bella differenza tra Garrone e la Sampdoria, l’altra è che ad offendere i Della Valle e la Fiorentina è stato Becali e non Mutu.
E su questo punto il dibattito resta aperto e decisivo, perché il perdono passa appunto dall’accettazione della rottura tra Mutu e il suo procuratore: è divorzio vero oppure una finta?
Comunque vada a finire consiglierei tempi brevi, perché a lungo andare questa faccenda rischia di diventare nitroglicerina nel già saturo ambiente viola.

Accoglienza per Behrami molto fredda e non sarebbe neanche giusto, se confrontiamo il calore con cui sono arrivati a Firenze calciatori a lui inferiori sulla carta e sul campo.
Il rinforzo è di livello, pur portandosi dietro, come ormai da tradizione direi, un discreto infortunio che può aver condizionato le sue prestazioni dell’ultimo anno.
Però non può bastare e non credo che davvero il mercato sia finito.
Perché, tanto per capirci, sabato la Fiorentina giocherà a Roma con un terzino sinistro che deve fare l’inversione a U per crossare e che sarà (ci scommettiamo?) continuamente puntato in dribbling.
Visto che Felipe e Gulan non sono infortunati, è logico e lecito pensare che siano stati bocciati da Mihajlovic, come da previsioni estive.
E’ quindi senza logica pensare di fare un intero campionato solo con la terza scelta delle scorse stagioni.
E poi c’è il problema dell’attaccante: possibile che non si riesca a trovare un mestierante della serie A capace di fare quei 6/7 gol che sarebbero indispensabili per una Fiorentina appena un po’ più decente di quella vista col Lecce?
O ci dobbiamo rassegnare a ricordare gli indimenticabili Bonazzoli, Castillo e Keirrison?

Mutu chiama Vuturo e chiede scusa tramite “Viola nel cuore”, chiedendo di tornare a vestire la maglia della Fiorentina.
Lo sapevo fin da questo pomeriggio e naturalmente Pietro e Leonardo hanno gestito la cosa come meglio credevano e nella più assoluta libertà.
Non so davvero cosa pensare: sono sempre stato irresistibilmente attratto dal perdono e pure dalla retorica del bel gesto, del “ripartiamo che ti regalo un’altra possibilità”, ma qui c’entra anche la coerenza e quindi sospendo il giudizio perché nessuna delle due ipotesi mi convince fino in fondo.
E’ davvero pentito o è solo una trovata per cercare una via di fuga?
Sono contento che non spetti a me decidere, ma vorrei sentire la vostra opinione su un fatto che è destinato a dividere e dividerci.

Stanno togliendo la voglia di amare la Fiorentina, lo dimostra la mancata contestazione che è stata peggio della rabbia urlata in altri momenti.
Sono tutti colpevoli, a cominciare, diciamolo chiaramente, da Corvino che ha scelto questo allenatore e questi giocatori, puntando sulla continuazione “perché nel dicembre 2009 erevamo quarti in classifica, negli ottavi di Champions, in semifinale di Coppa Italia”.
Già, a dicembre 2009, diverse campagne acquisti fa…
A otto giorni dalla chiusura del mercato siamo qui a boccheggiare, sperando in qualche colpo finale, quando invece dovevamo presentare i rinforzi già a Bologna lo scorso 6 gennaio.
Poi Mihajlovic, che non ci ha mai fatto vedere una squadra che giocasse per novanta minuti, al massimo ce ne sono stati quarantacinque (ma contro il Lecce neanche quelli) e sempre manovrando di rimessa.
Sei mesi nel vuoto tecnico, con tanti cambi di rotta nella gestione del gruppo, con la punta dell’iceberg rappresentata da Mutu.
E veniamo ai giocatori, che pensano di poter fare tutto quello che vogliono: inqualificabili (almeno alcuni di loro) nella gestione del loro rapporto con la città e con la gente che si sta stufando, anzi forse è già stufa.
Infine i Della Valle, che stanno dimostrando di aver capito davvero poco di Firenze.
Hanno deciso l’arroccamento della società: allenamenti blindati, niente calciatori in tv, pochissime feste dei viola club, operazioni simpatia vicino allo zero, quando il popolo viola vorrebbe solo tornare ad impossessarsi la propria squadra.
Perché Andrea non è venuto oggi allo stadio?
Possibile avesse impegni così pressanti da farlo partire alla vigilia di una gara così delicata?
Torni a fare il presidente (altro errore inspiegabile e che ha lasciato il segno), perché il comandante è sempre l’ultimo ad abbandonare la nave.

Altro giro, altra corsa, stavolta in macchina: che si deve fare con questi giocatori che alle 5 del mattino cazzottano camerieri o si ribaltano con la macchina guidata, pare, da qualcuno senza patente e con alto tasso alcolico?
Sarà stata la depressione dello stare fuori, ma può un giocatore strapagato (regolarmente), per giunta in attesa del terzo figlio, non avere un minimo senso di responsabilità verso il proprio datore di lavoro e l’ambiente di lavoro?
No, qui c’è un assoluto senso di impunità che meriterebbe invece la più severa e possibile delle punizioni, e potrebbe pure darsi che il signor Vargas non abbia tratto alcun insegnamento da quanto successe davanti alla discoteca a Mutu, visto che la Fiorentina in quel caso non intervenne assolutamente, se non per aspettare l’esito del lavoro della magistratura.
Oppure no, chi lo può sapere?
Magari sospendevano Mutu dopo la bravata di ottobre e Vargas se ne andava lo stesso di notte a far danni.
Comunque sia, rivolgerei al prossimo protagonista una sola raccomandazione: non potrebbe combinare il suo bel casino entro il mercoledì, evitando accuratamente il sabato e quindi la vigilia delle partite?

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