agosto 2010


Non vorrei che la buona partita di domenica sera ci facesse dimenticare che ci mancano un laterale difensivo sinistro e una soluzione sicura per il vice Gilardino.
Lo dico e lo scrivo a poche ore dalla conclusione del mercato, sapendo che probabilmente non succederà niente (lo scorso anno ci andò peggio, perché perdemmo Kuzmanovic nelle ultime battute e poi siamo stati in difficoltà per buona parte della stagione coi i centrocampisti contati).
Abbiamo quattro portieri, più uno giovane, e un solo terzino, per dirla all’antica, un giocatore che apprezzo moltissimo per lo stile, ma che con Prandelli non giocava quasi mai.
Non vorrei peccare di lesa maestà, ma mi pare che l’incongruenza sia evidente, a meno che non si voglia puntare su Gulan o riciclare sulla fascia il diffcilmente riciclabile Felipe.
Se poi andiamo avanti con Babacar, sarà bene metterci in testa i rischi ed il fascino di un’operazione del genere: può sfondare o avere paurosi passaggi a vuoto, più che normali alla sua età.
E ora vediamo cosa succede da qui alle 19.

Niente viagra calcistico, la voglia mi è venuta appena entrato allo stadio e all’ingresso in campo delle squadre è stato come sempre: emozione pura.
Buona Fiorentina, davvero, se rapportata alle paure della vigilia e alle assenza di Gamberini, Mutu e Jovetic.
La sciocchezza di Vargas, grossa sciocchezza, si spiega con la mancanza di lucidità e speriamo che sia solo una giornata di squalifica perché sulla sinistra siamo proprio al lumicino.
Mi è piaciuto moltissimo D’Agostino e Cerci è stato accecante: se continua così, standing ovation per Corvino.
Ha giocato Frey, com’era giusto che fosse, e ha fatto una super-parata che ci ha salvato, ma Gilardino, che pure è andato benino, ha salvato il Napoli dopo il capolavoro di Montolivo.
Mancano i due punti, cioè il piatto forte della serata, però si potrebbe provare lo stesso ad essere un po’ meno catastrofisti…

Questa non sembra neanche una vigilia di campionato, o almeno una delle mie vigilie, quando negli ultimi giorni avevi la sensazione che l’evento stesse per arrivare e non vedevi l’ora.
Troppe polemiche, troppo mercato aperto, troppi dubbi anche in casa nostra (per esempio quello del portiere: possibile che si sappia, forse, solo oggi chi sarà il titolare?).
Hanno anestetizzato il calcio e se continua così bisognerà pagare i figuranti perché riempiano gli stadi ad uso e consumo della platea televisiva e Firenze purtroppo non fa eccezione.
Scusate, ma stamani sono un po’ di umore nero sul fronte del pallone, proprio perché non sento dentro quella gioiosa attesa che mi aveva accompagnato per decenni.
Poi magari domani pomeriggio comincerò a contare i minuti che ci separano dal calcio di inizio, ma oggi avrei proprio voglia di un retorico, malinconico e anacronistico tuffo all’indietro, nel calcio di una volta.

Andrea Della Valle ha battuto un colpo…
Noi comunque lo aspettiamo a Firenze, da presidente.

In merito alle recenti esternazioni del Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, Andrea Della Valle dichiara: “Vorrei ricordare che piuttosto che mancare di rispetto alla Squadra intera e a tutta la città di Firenze con le Sue ironiche affermazioni, il Presidente De Laurentiis si dovrebbe preoccupare di far sentire molto presto l’inno della Champions League al bel popolo di Napoli che tanto merita, cosa peraltro ripetutamente già accaduta in questi anni a Firenze. Cominci piuttosto ad impegnarsi per dare con i fatti e non con battute da quattro soldi a Napoli ed ai napoletani le soddisfazioni che ampiamente meritano. Mai a noi della Fiorentina sarebbe venuto in mente di mancare di rispetto ad una gloriosa società come il Napoli ed ai suoi tifosi”

Rivolgo questo appello ad Andrea Della Valle, a cui ho il piacere di dare del tu: vieni a Firenze da domani, al massimo da giovedì e prova a far girare nel verso giusto questa passione viola che si sta perdendo in permali, distingui, tessere del tifoso, recriminazioni, piccole rivendicazioni senza alcun senso.
Vieni a Firenze e fai un salto nei luoghi più carismatici del tifo, moltiplica la provvidenziale visita di Diego al bar Marisa pre Liverpool, scambia qualche battuta al vetriolo con Ciuffi, che tanto da lui, che ha speso la sua vita per la Fiorentina, c’è solo da imparare ad amare questa squadra.
Vieni a Firenze e renditi conto di persona dello stato dell’arte, annuncia tu questa nuova ottima iniziativa del biglietto multiplo ideata per le partite più importanti dal più volte crocefisso Mencucci, vai dentro lo spogliatoio e spiega con orgoglio a tutti (anche a quelli col cuore un po’ freddino) che esiste un passato da difendere, un passato costruito anche da voi Della Valle, che le 17 sconfitte dell’anno scorso ci bastano e avanzano almeno fino al 2011.
Vieni a Firenze e parla con tutti, ma proprio tutti, fatti fissare un incontro con Prizio, chiaritevi su tutto e chiudete se possibile la querelle con una donazione simbolica al Meyer.
Vieni a Firenze e riprendi in mano la città, che calcisticamente è tua, ma che da undici mesi è stata inspiegabilmente abbandonata.

Periodo sfigato della mia adolescenza: incidente pauroso con la moto due mesi prima, volto sfregiato, fanciulle che si allontanavano (sarò per sempre grato all’unica che mi dava…una mano), il giornalismo come sogno impossibile da raggiungere senza parenti potenti o giornalisti, la Fiorentina nel cuore e nell’anima.
Per far frullare un po’ le cose avevo convinto i miei genitori a darmi la casa per la festa dell’ultimo dell’anno 1977, fosse mai che ci scappasse qualcosa… e in quel periodo mi sarei davvero accontentato di poco.
Ma il pomeriggio la Fiorentina giocava col Napoli, era penultima, mi pare, in classifica, Mazzone era stato esonerato e in panchina sedeva il grande Mario Mazzoni, cuore (troppo debole) viola come pochi al mondo.
Sto come sempre in curva ferrovia e la partita è orribile, gente non scarsissima come Caso e Casarsa inguardabile, rischiamo pure di prendere gol.
Ma poi arriva lui, Giancarlo Galdiolo, fisico da far paura, piedi come roncole, generosità spaventosa: batte per disperazione una punizione da una distanza siderale, rischia di staccare un paio di teste e la palla va dentro.
Vinciamo non si sa come e la serata comincia a tingersi di rosa (poi non succederà niente, ma era il periodo…): io ringrazio ancora Galdiolo, per quella punizione e per quando due anni prima si mise a parlare con me che mi ero imbucato nel ritiro viola con Rocco per fare domande per il mio ennesimo giornalino scolastico.
E domani a mezzogiorno faticherò molto a non piangere quando ci racconteranno cosa è rimasto di quell’uomo che è stato, insieme a pochi altri, la Fiorentina per dieci anni.

Possibile che non ci siano vie di mezzo?
Prima della radiocronaca di Valencia, c’era chi chiamava in radio per parlare di una squadra seconda solo all’Inter, ma nemmeno tanto.
Ora c’è chi scrive che dobbiamo fare alla svelta 40 punti per salvarci il prima possibile.
Tutto questo per una prova incolore, che ha dato segnali preoccupanti, ma che non può essere il metro per giudicare la prossima Fiorentina.
E’ chiaro che l’ambiente è stato caricato a mille dalle dichiarazioni battagliere di Mihajilovic, pericolo su cui mi ero già soffermato, però è indubbio che la squadra si è rinforzata.
Sul come si può discutere, ma non ha venduto nessuno dei big e allora forse bisognerà partire dall’undicesimo posto del maggio scorso per capire che non stiamo per caso sbagliando l’idea di fondo di questa Fiorentina.
Ovvero: ma era davvero tutta colpa dello scollamento tra Prandelli e la dirigenza la vertiginosa caduta degli ultimi tre mesi?
Oppure magari stiamo sopravvalutando qualcuno?
Perché se partiamo dall’undicesimo posto, con D’Agostino e Boruc (ma senza Frey, ovviamente) al massimo si arriva ottavi, che non è proprio quello che i tifosi sognano.
Se invece si pensa che l’organico base di Prandelli fosse da quinto, sesto posto (e io sono tra quelli), allora si può cercare di capire con serenità cosa c’è che non va.

Via streaming e con tutte le distrazioni della diretta radiofonica a me sono sembrati preoccupanti, ma è calcio ingannevole di metà agosto.
Su Felipe credo sia inutile aggiungere niente: 4 errori in due partie, speriamo abbia esaurito il bonus perché sarebbe ora che questo ragazzo si desse una mossa e fornisse un rendimento che assomigliasse anche solo vagamente alla propria quotazione di mercato.
Ma è l’assenza di cattiveria/creatività in attacco a spaventarmi di più, quei graffi che erano la firma del Catania di Mihajilovic e che qui sembrano morbide carezze per gli avversari.
La foto di Gilardino è sbiadita come quella di tre mesi fa, però come si fa a sapere se è colpa sua o della quasi disperata solitudine a cui è costretto da un anno, sprazzi di Mutu a parte?
Siamo in compenso a posto per i portieri e mi piacerebbe sapere se davvero le due amichevoli perse abbiano contato qualcosa nella scelta: io non credo, visto che sono andati entrambi bene.
Vediamo se i due schiaffi di Valencia inducono il tecnico ad un briciolo di prudenza in più nella dichiarazioni, ma questo è oggi l’ultimo dei problemi perché riguarda la gestione mediatica della Fiorentina.
Interessa molto di più quella tecnica e, al momento, non c’è da essere troppo allegri.

Celiaco morto per un gelato il ristorante chiede il conto

A pochi giorni dal funerale di Davide, il sedicenne celiaco e poliallergico morto in un ristorante di San Giovanni Rotondo (Foggia) dopo avere mangiato un gelato, la famiglia si è sentita chiedere dal locale il conto per il pranzo, poco meno di 2.000 euro. A rendere nota la amara beffa è stato il padre del ragazzo, il maresciallo dei carabinieri in congedo Luigi Perta, che vive a Bologna: “Ci hanno chiesto il saldo del conto della festa – ha raccontato l’uomo all’emittente bolognese E’tv – quando l’ho saputo mi sono tremate le gambe, è stata un’ulteriore pugnalata al cuore”.
A ricevere la telefonata dal ristorante è stato il cognato: “Mia moglie era presente – ha proseguito Luigi Perta – e quando ha capito che volevano i soldi del pranzo gli ha strappato il telefono e ha gridato ‘vergognatevi’!”. Il padre di Davide ha detto di avere inizialmente pensato a uno scherzo di cattivo gusto, poi ha verificato che la chiamata proveniva effettivamente dal ristorante dove si era svolto il ricevimento.
“Ho chiamato i carabinieri di San Giovanni Rotondo e ho riferito al comandante di questa cosa bestiale”. Davide, in Puglia per le vacanze con i genitori, partecipava a un ricevimento per festeggiare la cresima di un parente. La mamma, secondo la denuncia ai carabinieri, si era raccomandata al ristoratore di servire al figlio cibi senza glutine e gli aveva consegnato una apposita lista. L’autopsia sul corpo del ragazzo, fatta nel giorni scorsi, non ha accertato le cause della morte, per le quali bisognerà attendere l’esito degli esami tossicologici e istologici. Per la vicenda, il titolare del ristorante è indagato per omicidio colposo.

A me dispiace per Boruc, che non conosco e che è giustamente molto quotato, ma non esiste nessuna ragione al mondo per cui Frey debba andare in panchina.
Ha fatto cinque anni ottimi, con punte di rendimento straordinarie, è stato complessivamente il migliore dell’era Prandelli, ha giocato con un ginocchio mezzo rotto pur di non mettere in difficoltà la squadra, non ha mai fatto casino quando arrivavano offerte importanti da squadre più forti della Fiorentina: mi spiegate perché dovrebbe essere retrocesso a riserva un giocatore così?
Per delle parole in libertà pronunciate in Canada nello scorso maggio?
Va bene, applichiamo questa regola per tutti e poi vediamo alla fine chi gioca.
No, davvero non ci siamo e io spero che questa storia del portiere titolare finisca presto.
E se poi, come qualche corvo sussurra malignamente da mesi, Frey è davvero rotto, beh allora non ci saranno problemi a metterlo fuori.
Ma se sta bene, il titolare è lui.

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