maggio 2008


Come cantava Jannacci, volevo vedere dal vivo “l’effetto che fa” guardare una partita al Franchi con Toni senza la maglia viola.
Il risultato, per me ovviamente, è stato pari a zero.
Toni è un grandissimo campione che trasmette pochissima emozione.
E mentre tornavo a casa pensavo al fatto che Roberto Baggio ha giocato a Firenze solo tre stagioni vere, una sola in più di Toni.
E che alla fine della prima, che quindi secondo qualcuno non doveva essere stata così eccezionale, lo volevano dare in prestito al Cesena.
Quando ho abbracciato Baggio nello spogliatoio di Fiorentina-Brescia nel febbraio 2001, poco prima che ce ne facesse due su punizioni e che poi scpppiasse il cataclisma Terim, ero ancora emozionato, eppure erano più di dieci anni da quando se ne era andato via.
E quando nel 1993 venne con la Nazionale non era certo uno qualsiasi, ma aveva tutto lo stadio in un certo senso per lui, nel bene e nel male..
Le due stagioni di Toni a Firenze sono state memorabili, anche la seconda dove ha giocato molte partite menomato, ma ho come l’impressione che il cuore dei fiorentini sia da un’altra parte

L’organizzazione della prossima stagione, le cose nuove che stiamo mettendo su in questi giorni (speciale Gilardino a Biella, diretta di oggi alle 13, radiocronaca quarti dello scudetto, Europei) mi impediscono di trovare il tempo per le risposte e così non posso far altro che proporre nuovi temi, confidando nella benevolenza della corte.
Tanto per essere chiari: chi domani va allo stado per contestare la Nazionale fa del male alla Fiorentina.
Non ha proprio senso fischiare gli azzurri, vorrebbe dire dare troppa importanza a Barzagli ed essere un po’ presuntuosi nella vicenda Montolivo.
Via, lo sapevamo tutti che era a rischio, qui non è mica (ancora) come quando giocava Antognoni ed eravamo tutti in campo con lui e ci arrabbiavamo quando sembrava un pesce fuor d’acqua nel blocco juventino.
Piuttosto lasciamo lo stadio vuoto, ma evitiamo di farci del male da soli e poi questi sono giorni di festa per l’arrivo del Gila.
Sinceramente non ci credevo che potesse vestire la maglia viola, bravo Corvino.

C’è qualcosa che non mi torna nella vicenda Barzagli, qualcosa che forse non sapremo mai.
Di fronte ad un’offerta più che doppia dei tedeschi era impossibile dire di no, a meno che non si sia Lucarelli o Di Livio, ma sono casi rari nel calcio, direi quasi unici.
Per questo non capisco questa impuntatura su 150/200 mila euro all’anno di ingaggio in più o in meno, perché davvero sono dettagli in una trattativa da venti milioni di euro complessivi tra cartellino e stipendio.
L’unica spiegazione che mi sono dato è che la Fiorentina sia servita a Orlandini solo come sponda per un rilancio mostruoso del Wolfsburg e che quindi tutta la vicenda fosse già scritta: il giocatore non sarebbe mai venuto alla Fiorentina.
Peccato, perché Barzagli è certamente meglio di Carrozzieri, Ferrari e anche di Dainelli e Kroldrup, però più di così davvero non si poteva fare.
Lui, Andrea, che conosco un po’, non ha certo fatto una bella figura con Firenze e penso con un po’ di dispiacere che questo sia un punto di non ritorno per i suoi rapporti con la città ed i tifosi.
Ha comunque tre milioni di buoni motivi per dormire lo stesso la notte.

Voto alla stagione di Pazzini? 6,5
Poteva andare meglio, ma è stato un anno che gli servirà molto in futuro, perché aveva sofferto così solo da ragazzino, quando era partito per Bergamo.
Non capisco sinceramente l’accanimento cattivo di alcuni di voi nei suoi confronti.
Ribadisco un concetto già espresso: sembra quasi che il senso di frustrazione/impotenza per la dolorosa partenza di Toni venga elaborato attravreso gli attacchi a Pazzini.
In questo senso a Gilardino andrà di lusso, perché ormai qualcuno ha già dato e forse si potrà giudicare un attaccante con maggiore obiettività.
Preferirei di gran lunga che Pazzini restasse, ma non mi stupirei di vederlo partire verso altre maglie, dove, siatene certi, sarà certamente più apprezzato che qui.

In un mondo in cui la ricerca del maggior guadagno è sempre contrabbandata come una scelta di vita, è passata sotto silenzio la decisione di Adrian Mutu di continuare il suo rapporto con la Fiorentina senza se e senza ma.
Gli hanno offerto tre volte l’ingaggio che prende a Firenze, sia dalla Germania che dalla Spagma, e lui ha detto no grazie, senza piantare casini o bussare a quattrini.
Non lo voglio santificare e può darsi che abbia lo stesso un adeguamento del contratto, ma ricordiamoci di quello che è avvenuto nel corso degli ultimi dieci anni con altri giocatori.
E tanto per non far nomi ne cito due che sono stati tra i grandissimi della Fiorentina: Batistua e Toni.
Tralascio le figure di contorno che non possedevano la capacità di questi due straordinari bomber, due professionisti che hanno cercato di monetizzare al massimo le loro enormi qualità, esattamente come accade al 99% dei loro colleghi.
Riflettiamoci un attimo, perché mi pare che in pochi lo dicano o lo scrivano.

Scrive Luca: perché rispondi soprattutto a quelli che scrivono solo per farti arrabbiare?
Ha ragione, mi si intasa la vene e vado giù a replicare a gente che effettivamente si aspetta solo quello da me.
Il fatto è che questo blog ha sempre più successo: le cifre dei visitatori quotidiani sono impressionanti e lo leggono tutti, ma proprio tutti gli addetti ai lavori che gravitano intorno alla Fiorentina, ma nella quantità si è un po’ persa di vista la qualità, anche e soprattutto per colpa mia.
Penso a molte persone educate che pure non lesinavano le critiche e che da un po’ di tempo non leggo più.
Mi spiace, e vorrei invitarle a tornare ad esprimere il loro pensiero.
Vorrei anche che non si trascendesse nelle polemiche personali tra i vari visitatori, si può avere un’idea diversa senza pensare che l’interlocutore sia per forza un cretino.
Io non sono affatto esperto di internet e quindi prendete quello che sto per scrivere con il classico beneficio d’inventario, ma ho come l’impressione che qualcuno sfoghi qui dentro le proprie frustrazioni quotidiane.
Odio censurare e a volte sono stato perfino autolesionistico nel pubblicare certi pos, cercate perciò di non farmi indietreggiare sul mio atteggiamento libertario e siate più gentili con il prossimo.

Quell’uomo trasmette emozioni.
Sto parlando di Cesare Prandelli, con cui ho parlato una mezz’ora ieri, ricavando un’intervista che andrà in onda stasera nel Pentasport.
L’ho conosciuto tre anni e mezzo fa a casa sua, quando era nell’anno di stop e non è cambiato di una virgola, anche se gli si è rovesciato il mondo addosso.
Umanamente siamo fuori categoria, soprattutto se il confronto è con il mondo del calcio, dove se uno pronuncia la parola valori viene subito da pensare a quelli che si portano nella cassetta di sicurezza in banca.
Tornando alle vicende del pallone, se qualcuno avesse dubbi sul suo rapporto con Corvino, se li tolga.
Il rapporto è dialettico, per il bene della Fiorentina.
Ha detto cose molto interessanti, non chi si compra e chi si vende, ma parole che, sono certo, si faranno ascoltare con piacere.

Certo che siamo proprio buffi. Ed incoerenti.
Leggo post di tifosi preoccupati per l’eventuale cessione di Osvaldo, più o meno nella stessa misura di quanto eravate angosciati lo scorso anno di questi tempi, quandi si diceva che Reginaldo andava via.
Il percorso di questi due giocatori è stato molto simile: si è molto ironizzato al loro arrivo, salvo poi ripensarci e diventare estimatori più o meno convinti.
Ma il valore tecnico dei due resta sempre lo stesso: non erano brocchi prima, non sono fenomeni ora, anche se in verità qualche dubbio in più su Osvaldo me lo terrei, perché ha più numeri ed è più giovane.
Solo che davvero non si può essere così, non si può contestare un’eventuale cessione di Osvaldo con plusvalenza dopo un anno di luci ed ombre, sia pure con rovesciata finale scintillante e gol storico alla Juve.
Che non sia una prima punta Osvaldo ormai è chiaro, e se davvero dovesse arrivare Gilardino e rimanere Pazzini, quando mai trova spazio?
A meno che qualcuno adesso non pensi che sia meglio di Mutu, perché Adrian si è fatto buttare fuori apposta a Cagliari, perché senza di lui la Fiorentina va meglio e altre amenità del genere.
Riepilogando: nell’ultimo anno non abbiamo battuto ciglio quando se ne è andato da Firenze il più forte centravanti del pianeta e ci strappiamo i capelli (per chi ce l’ha…) se vanno via Reginaldo e Osvaldo.
Forse c’èqualcosa che non torna.

P.S. Leggendo l’ora di questo post forse mi scuserete per le mancate risposte al precedente e per le mie promesse da marinaio.

Sicuramente ci divideremo su Gilardino, come su chiunque altro (siamo fiorentini, altrimenti che gusto c’è…), però un dato è oggettivo: se davvero passiamo da Vieri a Gilardino il salto di qualità è notevole.
E’ nel pieno della carriera, ha voglia di rivincite, sa che non può fallire e ha dimostrato di essere un grande attaccante.
Ancora mi sfugge il perché debba dimezzarsi o quasi lo stipendio, ma se davvero la facesse per vestire la maglia viola io sarei molto contento.
Poi i problemi di convivenza con Mutu e Pazzini li risolve Prandelli e dall’equazione potrebbe venire fuori una Fiorentina stellare.

DOMANI RISPONDO A TUTTI, BUONA SERATA

Come al solito non mi ero preparato niente per la radiocronaca e come al solito due ore prima della partita ero entrato nella mia consueta fase ascendente mentale: concentrazione che sale fino a farmi diventare quasi autistico nei confronti del resto del mondo, quando le squadre entrano in campo.
E così, quando ho risentito il mio finale di Torino ho pensato che questo alla fine era il miglior modo di approcciarsi all’evento, con spontaneità.
Perché quello che ho detto è proprio vero: ce la meritiamo tutta questa Champions!
E se la meritano loro: Prandelli, Corvino, i giocatori, i Della Valle, i dirigenti, gli impiegati della Fiorentina, tutti uomini e donne che mai si sono disuniti nei momenti difficili, che pure non sono mancati.
Noi ce la siamo meritata, cioè voi tifosi (ma forse un pochino anche noi, che la seguiamosempre con passione) e gli altri ce lo devono riconoscere e mi pare lo stiano facendo.
Stavolta non voglio parlare di singoli, anche se la partita di Frey è stata la migliore risposta a tanti discorsi assurdi, ma è meglio ricordare la compattezza del gruppo.
Esattamente quello che c’è stato nelle quasi quindici ore di diretta a Radio Blu.
Quando Tommaso Loreto ha raccontato splendidamente l’arrivo della squadra al Franchi, io mi sentivo come ai saggi di danza di Valentina: emozionato ed orgoglioso.
Si sono buttati tutti nella mischia con professionalità, fregandosene nell’orologio e hanno dato quello che avevano dentro: grazie a Tommaso, Fabio, Gabriele, Andrea, Roberto, Saverio, Giovanni, Ernesto, Giulia, Roberto, Matteo, Carlo, anche per loro quella di ieri rimarrà una giornata indimenticabile.

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