luglio 2007


Per me la Fiorentina morì esattamente cinque anni fa, più o meno a quest’ora, quando Leonardo Bardazzi mi telefonò dalla redazione fiorentina di Stadio per raccontarmi che Cucci aveva chiamato Rialti e Polverosi dopo aver parlato con Cecchi Gori che accusava il mondo di averlo lasciato da solo.
Ormai non c’era più niente da fare.
Sinceramente non pensai neanche per un attimo al lieto fine, cioè al fatto che la mattina dopo Vittorio si presentasse in Federazione con i 22 milioni di Euro che ci volevano per non farci fallire.
Ed il bello ed il brutto di quella storia fu che intimamente io, come molti altri, sentivo che quella fine era ineluttabile e perfino un po’ meritata, visti gli scempi compiuti negli ultimi due anni dai dirigenti e proprietari della Fiorentina.
Non sapevamo ancora che potevano esserci molte vie alternative per non fallire, come ci insegnarono negli anni successivi soprattutto Roma e Lazio.
Ho una percezione ancora molto acuta di quelle ore passate senza dormire, in preda ad un’agitazione che era un misto di preoccupazione professionale e dolore vero.
Qualcosa si spezzò per sempre in quelle ore, mi ricordo che proprio quella notte, alle 4 mi pare, dettero in televisione su Raisat Album immagini di partite della Fiorentina anni settanta.
Quella con Galdiolo in difesa, l’immenso Antognoni, un giovanissimo Galli in porta.
La Fiorentina della mia adolescenza, quella inavvicinabile dalla curva Ferrovia, quella della fotografia/santino del capitano appiccicata accanto al televisore quando lui giocava con la maglia azzurra.
Mi sembrò un segno del destino, quasi un addio alle armi per pochi intimi, anche se la mattina dopo eravamo decine di migliaia a piangere.
Poi la lunghissima diretta su Radio Blu, Ceccarini che non ce la fa a dire che la Fiorentina non c’è più (lo fece annunciare a Calabrese), Ilaria Masini in regia che piange a dirotto, io che provo a capire come caspita funzionino i diritti in serie C e parlo, parlo, parlo.
Poi la vita calcistica che ricomincia inevitabilmente con quel nome orribile, Florentia Viola, Di Livio che dice che rimane con noi e una nuova realtà da affrontare di petto per non stare troppo a pensare a ciò che si è perso.
Ma quei giorni, quelle ore hanno segnato indelebilmente la mia vita, e forse non soltanto la mia.

Succede che al Pentasport telefoni il solito Alessandro di Montecalvoli (ma che fosse il “solito” me lo hanno fatto notare Sardelli e Tibor a fine trasmissione, io non me ne ero accorto) e ancora una volta provochi.
L’altra volta mi chiese del G, stavolta tira fuori la storia di quell’emittente che farebbe le radiocronache dell’Uefa e che dal 2009 comprerà certamente i diritti delle partite della Fiorentina.
E’ chiaramente uno che sa che mi accendo facilmente su certi argomenti, è un provocatore, ma stavolta lo frego stupendo me stesso e per questo devo ringraziare l’allenamento quotidiano del blog, quindi tutti voi.
Trattengo la mia arrabbiatura e gli rispondo da tecnico: le partite interne Uefa, quelle di Coppa Italia e campionato la Fiorentina (come ha confermato venti giorni fa l’amministratore delegato Sandro Mencucci) le ha vendute a Radio Blu per le prossime due stagioni e quindi al massimo uno può andare in giro per l’Europa e farsi dall’estero la sua bella radiocronaca (in Italia no, c’è la reciprocità).
Sui diritti prossimi venturi rispondo (ed è qui il sintomo del leggero miglioramento dalla mia ormai nota permalosità) che è vero, che purtroppo smetteremo sicuramente tra due anni e che un po’ mi dispiace perché ormai ero affezionato alle radiocronache.
Per chi non lo avesse capito (spero in pochi) stavo meleggiando il provocatore perché il gruppo che ha comprato Radio Blu ha acquistato i diritti anche per Milan e Inter e figuriamoci se può preoccuparsi ora di cosa succederà nel 2009, soprattutto considerando chi dovrebbe sferrare l’attacco.
Non aggiungo altro sull’argomento per non dare pubblicità ulteriore a chi ha imbastito questa storia al solo scopo di finire un po’ sui giornali.
No, dico: ma vi sembra possibile che nel luglio 2007 si parli dei diritti del 2009 e della concorrenza da chi non ha neanche la forza di mandare un inviato in ritiro e/o di una radio il cui capo dello sport scappa a gambe levate dopo aver visto con chi ha a che fare?
A questo punto mi tocca rimpiangere i vecchi proclami dei nostri avversari storici, con cui sui diritti tentammo invano un accordo, che almeno avevano i tempi giusti per rivendicare le loro certezze di scalzarci dal ruolo di radio leader sulla Fiorentina.

Ieri ho incontrato almeno cinque tifosi viola che, in momenti e luoghi diversi, mi hanno esternato tutta la loro preoccupazione su Pazzini alla luce della fondamentale amichevole contro il Larissa.
Cerchiamo di capirci, tanto per incorrere in equivoci: quando giocano e vestono la maglia della Fiorentina per me Pazzini, Vieri, Mutu, Lupoli e Santana sono uguali, partono tutti da zero a zero.
Dico questo perché il post precedente era “dedicato” a Vieri e qualcuno potrebbe pensare ad una mia presa di posizione in favore dell’uno o dell’altro.
Solo che non si può essere così prevenuti verso Pazzini.
Nel senso che capisco la preoccupazione di non avere più i gol di Toni (che non ha cominciato benissimo in Germania), ma macerarsi di dubbi dopo un’amichevole giocata a 8 giorni dall’arrivo in ritiro mi pare davvero eccessivo.
Se continuiamo così, ci viene il mal di testa ancora prima dell’inizio del campionato!

Gennaio 1997: sto aspettando Rui Costa che deve intervenire alla festa della Befana viola ed è in ritardo (non per colpa sua).
Davanti al Palazzetto dello sport ci sono almeno una cinquantina di bambini con penna e taccuino in mano, Rui arriva e loro gli si buttano addosso, intrevengo e prego bambini e genitori di rimandare a dopo il rito della firma perché eravamo già fuori di venti minuti rispetto alla scaletta.
Non l’avessi mai fatto: Rui mi fulmina con lo sguardo e mi dice che lui resta lì fino a quando non ha accontentato pure l’ultimo tifoso.
Ecco, diciamo che Bobo Vieri ha una visione un po’ diversa del rapporto con chi tiene in piedi questo enorme circo che dà (in parte) da mangiare pure alla famiglia Guetta.
Quello della mancanza di considerazione verso i tifosi viola di Castelrotto è solo un piccolo episodio, una bischerata, che ci dimenticheremo fin da domani a patto che Bobone capisca che qui noi diamo importanza pure ad altre cose, non solo a ciò che succede in campo.
Faccia Vieri una rapida full immersion col nonno Enzo di cosa è stata la Fiorentina negli ultimi sei anni per capire come mai c’erano 17mila abbonati in C2.
Magari la prossima volta sarà lui a rincorrere i tifosi per chiedere loro se hanno bisogno di qualcosa.

P.S. Sono andato su fiorentina.it, unico sito che seguo insieme a violanews.com, e leggo di gente che contesta perchè è stata data la notizia di Vieri e della mini contestazione dei tifosi.
A me sembra di sognare: uno segue (da giornalista) anche gli starnuti dei giocatori per quattordici giorni e poi dovrebbe ignorare un fatto del genere perché così “si fa del male alla Fiorentina”.
Hanno fatto benissimo a fiorentina.it e a violanews.com a scrivere quello che succede e vedrete se domani non ci sarà qualcosa pure sui giornali.
L’alternativa sarebbe il Miniculpop di mussoliniana memoria, ma si parla di qualche decennio fa…

P.P.S. Ci sono e le mie risposte e ci sono stati soprattutto gli autografi di ieri di Vieri a Bolzano: tutto a posto.
Lo abbiamo raccontato a Radio Blu ieri sera (bravissimi Poesio, Sardelli e in studio Pratellesi e Russo).

Agosto con novità a Radio Blu: rispondendo alle moltissime richieste delle stagioni passate da quest’anno ci saremo sempre, con la sola eccezione della settimana che va dal 12 al 18.
Sarà un’ora filata di trasmissione, tutta di notizie e commenti, a partire dalle 18, con comunque la possibilità di intervenire durante il giorno dovesse mai accadere qualcosa di importante.
E domani sera l’accoppiata Poesio-Sardelli si esibirà nella radiocornaca di Fiorentina-Larissa, appena chiuso il Pentasport.
Come si dice in questi casi: grazie per l’attenzione…

Mi ricordo bene i ritiri a cui ho partecipato come inviato di me stesso (cioè di Radio Blu): erano molto più divertenti perché tutti potevano intervistare tutti e perché succedeva sempre almeno un casino.
Questo invece, come del resto gli altri due dell’accoppiata Prandelli/Corvino, è stato un ritiro molto regolare, direi quasi “noioso” per noi della stampa.
In compenso è stato invece ottimo per la Fiorentina, che ha lavorato in tranquillità, isolando Bojinov e chi tra il suo entourage ha provato a fare un po’ di rumore, appiccicando striscioni e quant’altro.
Romanticamente mi spiace che le società di calcio si siano così “militarizzate”: il tempo passa e ogni tanto ripenso a quando andavo ancora in curva Ferrovia ed il mitico ragionier Righetti mi dava solo il pass per le interviste post partita.
Si aspettava una ventina di minuti e si faceva poi irruzione nello stanzone viola dove Antognoni, Desolati e gli altri erano ancora mezzi nudi e potevano parlare senza problemi con chiunque.
Adesso se becchi qualcuno fuori dalla super sponsorizzata sala interviste ti viene quasi il senso di colpa a chiedere qualcosa e poi comunque avverti subito l’addetta stampa del fattaccio.
Devo però riconoscere amaraemente (per noi giornalisti, ovvio) che questa è l’unica strada percorribile, perché un giocatore di serie A qualsiasi fattura ormai più di un negozio del centro e quindi non si può rischiare di mandare qualcosa di traverso con la comunicazione.
Tornando al ritiro, mi pare davvero che abbiano lavorato bene e che il clima lassù a Castelrotto sia più sereno rispetto a Firenze.
Dove, sarà il caldo, ci agitiamo tutti un po’ troppo.

Mettiamola così: arriva Cassano, pagato per tre quarti dal Real Madrid, e attraverso misteriosi meccanismi quasi esoterici riesce a non dare di fuori come un matto per nove mesi.
E dopo?
Dopo il Real Madrid se lo riprende e rivende al miglior offerente e noi saremo tutti lì a piangere e a chiederci se ne valeva la pena
Tutto questo nella migliore delle ipotesi.
Nella peggiore, quello arriva, comincia a sgommare con la sua Ferrari sul viale dei Mille, non appare mai in sala stampa, sradica tre bandierine e cinque raccattapalle, manda a quel paese due volte Prandelli (a cui pare abbia dato del tu nel primo contatto romano) e quattro volte Montolivo, perché secondo lui non gli ha passato bene il pallone, si spupazza sette/otto/dieci fanciulle al Collebereto, segna tre gol da favola, ma gioca in tutto venti partite su cinquanta facendo imbestialire i compagni di squadra, primi fra tutti Pazzini, Vieri e Mutu.
A me sembra di sognare a sentire ancora parlare di Cassano allla Fiorentina: ma che ci viene a fare?
Guardate che Cassano dovrebbe giocare al posto di Mutu e voi lo cambiereste Mutu con Cassano?
A me pare che si stia esagerando con Prandelli, nel senso che sono d’accordo che sia con Spalletti il migliore tra quelli che allenano in serie A, ma ricordiamoci che non è Muccioli e che, soprattutto, la Fiorentina non la è San Patrignano dei giocatori tecnicamente perduti.

Forse ci vorrà l’intervento dei Della Valle per porre fine a quella che sembra sempre di più una “Guerra dei Roses” in salsa viola.
Sto parlando ovviamente del solito Bojinov, degli striscioni che improvvisamente spuntano a Castelrotto e del deprezzamento sempre più evidente del giocatore.
Una storia triste, in cui noi non possiamo che fare da cassa di risonanza.
Sono certo che i proprietari della Fiorentina sono a conoscenza e avallano la linea dura di Corvino, ma c’è da capire se in caso di improvviso rinsavimento del bulgaro e del suo entourage (leggi firma del prolungaemnto del contratto) siano disposti a farlo davvero questo prolungamento.
Perché questa è l’unica strada (tortuosa) percorribile: come nelle famiglie con i bambini bizzosi uno (Corvino) fa la parte del cattivo e l’altro (Della Valle) quella del più comprensivo.
Scena dal ritiro: Bojinov chiede un colloquio con uno dei due fratelli (forse è meglio Andrea, ma è pure più imbarazzante dopo Perugia 2006), china la testa e dice: “ho sbagliato, firmo”.
Il suddetto fratello Della Valle fa un bel sospirone, pensando a quanta fatica sia stata fatta per poter corrispondere la modica cifra di due milioni e duecentomila euro lordi annui ad un suo dipendente ventunenne, e rimette la palla a Corvino e Prandelli.
Altre soluzioni non ne vedo, a meno di rassegnarsi davvero a perdere 15 milioni di euro in 4 anni.

Di solito si sogna in attacco e si vince a centrocampo e difesa.
Ecco perchè, nell’auspicabile ma remoto caso in cui dovesse arrivare ancora un rinforzo, sarebbe meglio puntare su un esterno o su un mediano.
In attacco ci siamo presi dei rischi secondo me eccessivi con Vieri, però almeno numericamente dovremmo esserci, sempre che Prandelli consideri Lupoli uno pronto ad entrare, una specie di Giuseppe Rossi in rampa di lancio.
A centrocampo invece non sarebbe male alzare la qualità complessiva del reparto, certamente non con Tacchinardi, mentre sulle fasce le condizioni di Santana e i prossimi 33 anni del grande Jorgensen potrebbero indurre a ragionamenti più approfonditi.
Da Castelrotto comunque Poesio e Sardelli mi dicono che nell’aria c’è ben poco, però Corvino è uno che si sa smarcare molto bene e non è detto che non possa arrivare la sorpresa.

Non mi pare di ricordare tre anni fantastici di Ujfalusi; alla Passarella o alla Vierchwood, tanto per capirsi.
Buoni sì, ma non straordinari, con ottime partite ma anche qualche distrazione di troppo nelle chiusure in diagonale.
Un giocatore utilissimo, insomma, però non indispensabile.
Ecco perché, se dipendesse da me, incarterei il signor Ujalusi e lo spedirei diritto al Siviglia, sempre ammesso che ci diano 6 milioni di Euro e che il giocatore sia d’accordo.
Perché il punto è proprio questo: ascoltando ieri sera l’ottima intervista del bravo Biagiotti al Pentasport ho avuto la netta impressione che stiano giocando sporco con la Fiorentina.
Che vogliano cioè arrivare alla scadenza del contratto per liberarsi a parametro zero per intascare una valanga di soldi dalla prossima squadra.
Ed è per questo che il signor Ujfalusi ha chiesto alla Fiorentina, per continuare a vestire la maglia viola, molti più soldi del tetto di ingaggio e di quanto guadagnano oggi Frey e Mutu, che, con tutto il rispetto, non sono neanche paragonabili con lui.
Alla fine, come sempre, è una questione di soldi, ma ci dovrebbe entrare pure un po’ di rispetto verso la Fiorentina, però forse in queste cose sono troppo di parte.
Dice: e come si fa senza Ujfalsi?
Semplice, si draga il mercato e si prova a comprarne un altro del suo livello, e non dovrebbe essere un’impresa titanica.
Senza contare che è un po’ troppo stridente il comportamento della dirigenza viola verso Bojinov e quello nei confronti di Ujfalusi e secondo me non regge del tutto la storia degli otto anni di differenza tra i due.
Comunque alla fine la domanda corretta è una sola: una stagione di Ufo vale sei milioni di euro?
Secondo me no.

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