maggio 2007


Confesso che mi faceva un po’ fatica pensare di condurre il faccia a faccia con Corvino.
Sono fatto strano, c’era qualcosa che mi sfuggiva, qualcosa che da quasi due anni e non riuscivo ad afferrare e che mi rendeva difficoltoso il dialogo con il più bravo direttore sportivo che abbia mai conosciuto a Firenze.
Avrei volentieri lasciato microfono e palcoscenico a Ceccarini se non fossero intervenuti fattori esterni che non è qui il caso di spiegare.
Mi era dato un accenno di spiegazione, che però non era sufficiente: a me resta enormemente sulle scatole il mercato, non sopporto quel continuo mulinare di voci e balle che alimenta le giornate estive e quindi non mi andava di sentirmi non rispondere alle domande che in tanti mi rivolgono come se noi giornalisti sapessimo davvero le segrete cose (attenzione in questo campo ai millantatori, a quelli che “me lo ha detto …”).
Però, ripeto, sentivo che non era solo quello,che c’era dell’altro.
Quello che c’era l’ho capito solo alla fine di 90 minuti estremamente piacevoli, che mi hanno tornare la voglia di riavere Corvino al più presto in studio.
Pantaleo è permaloso come me, siamo uguali in questo.
Avevo già accennato all’argomento qualche mese fa, ma adesso ne ho la piena percezione; bravissimo, straordinariamente preparato, furbo, ma permaloso.
Lo ha in pratica ammesso lui stesso quando ha detto che sulla permalosità i giornalisti ed i direttori sportivi si equivalgono.
Ed è stato bello potersi specchiare in qualcuno che ha il tuo stesso difetto, che nasce probabilmente dalla stessa condizione di essere partiti da sotto zero.
Poi lui è arrivato dove è arrivato, mentre io sono solo qua, ben felice comunque di esserci.
Alla fine ero veramente soddisfatto, perché era scomparasa quella patina di diffidenza che c’era sempre stata tra noi, anche se non cambierà niente nei nostri rapporti professionali: lui agirà da direttore sportivo e io giudicherò da giornalista.
Ovviamente la mia condizione è molto più semplice della sua, ma almeno un vantaggio me lo vorrete concedere…

Il delitto di Marsciano, paese a noi molto caro perché lì è nato Giancarlo Antognoni, mi ha istintivamente riportato in gola il groppo che sento da 32 anni, dal delitto del Circeo: la vergogna di essere maschio.
Leggi e non ci vuoi/puoi credere, non può esistere una situazione così.
Una schiavitù casalinga di queste proporzione, fatta di violenza verbale e fisica su una donna e sui figli.
Ma che diamine, siamo nel duemila, in Italia, nell’Umbria felix che ha fatto da sfondo agli spot del Mulino bianco.
Una bestia, e su questo siamo tutti d’accordo, ma come si fa a non ribellarsi e gli altri a non vedere, non sentire?
Ma in fondo al baratro ci siamo noi uomini, con la nostra incapacità di gestire emozioni e pulsioni.
E quando non assomigliamo nemmeno alle bestie (perché le bestie queste cose non le fanno) io provo una rabbia furente e una vergogna da cui non riesco ad allontanarmi.

Grande stile da parte dei Della Valle nei giorni della partenza di Toni.
Sembra quasi che riescano davvero a trasferire un certo modo di comportarsi dal mondo esterno (il loro mondo) a quello del calcio e si spiega anche così il silenzio che c’è attorno alla cessione di uno dei migliori attaccanti in assoluto.
Perché non è mica normale per Firenze reagire così, o forse dovremmo abituarci a questa “normalità” meno passionale, ma anche meno isterica della precedente.

P.S. Che fantastica dimostrazione di affetto state dando qui e su fiorentina.it a Leonardo.
Siete incredibili ed è bellissimo vedere quanta gente gli è affezionata.
Ieri sera Stefano Prizio mi faceva giustamente notare come (al contrario di me e di lui…) Leonardo sia sempre andato d’accordo con tutti ed è vero, senza però mai abbassare la testa (anzi, qualche volta ho dovuto mediare su alcune intemperanze giovanili…).
Gli vuole bene chi lo conosce e chi lo ha solo visto in televisione o sentito parlare in radio: sono orgoglioso di lui.

Succede nella vita che passi un tornado all’improvviso, che rischia di travolgerti proprio quando tutto volge al sereno.
Scrivo e penso queste cose senza esserci passato ed è una visione parziale della situazione, direi molto fortunata.
In mezzo al tornado c’è in questo momento Leonardo Bardazzi, il “preferito”, come dice sempre mia figlia Valentina, perché quando c’è lui a condurre il Pentasport non telefono quasi mai e mi arrabbio pochissimo.
Non so se sia davvero il mio coccolino (anche con Ceccarini in verità chiamo poche volte), certamente è una persona a cui voglio molto bene da dieci anni.
Lo sentii fare una radiocronaca della primavera viola su un’altra radio, mi piacque, gli feci un’offerta che lui accettò al volo.
Poi l’ho conosciuto: schivo, ma dotato di grande personalità, ottimo senso giornalistico con equilibrio raro per un ragazzo di vent’anni.
Con lui mi sento sicuro, anche se dovessi saltare una radiocronaca, ed il suo modo di condurre il Penta a me piace moltissimo.
Non sta bene Leo, ma si rimetterà: ne siamo certo noi che gli siamo affezionati (e siamo in tanti) ed io sono sicuro che il primo prepartita della prossima stagione lo vedrà al microfono di Radio Blu e poi di nuovo in televisione.
Adesso c’è da lottare, ma non è certo da solo e lui lo sa.

Stasera niente, c’è solo da addormentarsi felici con addosso una sensazione che deve essere una lontana parente di quando si vince uno scudetto.
Un arrivo bellissimo ed un punto di partenza per cominciare a sognare, perché io non voglio accontentarmi del quarto/ottavo posto.
Si vede la mano di Prandelli nel cambio del modo di giocare e ora ditemi chi è davvero più bravo di lui in Italia, ma vogliamo anche dire che forse ha trovato la piazza ideale per esprimersi?
Che magari nella Torino bianconera, in panchina, certi fremiti non li avrebbe provati e quindi magari si sarebbe inconsciamente seduto.
Buonanotte Fiorentina, stasera è bello sognare in viola.

Applaudirò anch’io Luca Toni, pur non essendo per niente d’accordo su questo processo di beatificazione che parte dal presupposto di ringraziarlo “perché é rimasto con noi” (peccato che avesse un contratto in scadenza 2010…).
Ma soprattutto applaudirò Prandelli, Corvino, Della Valle e tutti quelli che ci hanno portato via dall’incubo facendoci pensare ad un sogno e regalandoci una splendida realtà.
Una giornata di festa piena, questo vorrei che fosse domani lo stadio dei miei sogni di bambino e del mio mestiere quasi inventato.
Qualcosa che ci faccia pensare a dove eravamo nell’agosto del 2002 e come ne siamo usciti fuori da soli, assolutamente da soli.
Solo applausi, please.

Mi auguro che l’amico Prizio, che ha scritto un interessante pezzo sull’argomento su fiorentina.it, mi creda sulla parola: anch’io avevo pensato a proposito di Bojinov alla parabola del figliol prodigo dopo aver sentito ieri sera a Radio Blu l’infaticabile procuratore Palomba darsi molto da fare mediaticamente per il ritorno fiorentino del bulgaro.
Dirò subito come la penso: è un grande rischio, perché qui se fallisce un’altra volta davvero si azzera il capitale speso 20 mesi fa.
Cioè Bojinov non firma nessun prolungamento del contratto e se ne va a parametro zero nel 2009, magari dopo l’ennesima stagione in prestito.
Quante possibilità ci sono che fallisca?
Spero poche, ma non ne sono certo, perché è una gara di resistenza con il proprio carattere e a 21 anni è difficile avere la maturità per dominarsi.
Detto questo, dopo aver “ringraziato” per mesi Toni, che nell’agosto scorso ha “accettato” di giocare con la Fiorentina dopo essere andato a chiedere durante il ritiro di finire all’Inter con i viola in B penalizzati di 15 punti, cosa volete che sia dimenticarsi delle diverse sciocchezze dette da Bojinov negli ultimi dodici mesi?
Un gioco da ragazzi.
Però, se dovesse arrivare qualcuno che ci dà dieci milioni di euro per il caretllino, o anche cinque per la comproprietà, io prenderei l’offerta al volo, farei un pianto e un lamento sui tanti, troppi soldi spesi nel gennaio 2005 e girerei pagina.

DEBBO ANCORA DELLE SCUSE A COLORO A CUI NON RISPONDO, MA NON C’E’ NIENTE DI PERSONALE.
IL FATTO E’ CHE HO UNA PERSONA FIDATA CHE FILTRA I POST, MA CHE NON PUO’ OVVIAMENTE PENSARE AL POSTO MIO E QUINDI IO MI RITROVO LA SERA CON UN SACCO DI “COMPITI”, PERALTRO GRADITISSIMI, DA SVOLGERE.
A VOLTE PREVALE LA STANCHEZZA E LASCIO PERDERE …GRAZIE DELLA COMPRENSIONE

Io, con molta moderazione, tiferò per il Milan e spiego il perché.
Ci fosse stata una squadra spagnola o portoghese magari inclinavo un po’ di più verso la neutralità, ma con gli inglesi, proprio questi inglesi che rimandano inevitabilmente ai teppisti che uccisero 39 nostri connazionali, no, non ce la faccio proprio.
Sono come i francesi, ci guardano sempre dall’alto in basso e poi il Milan è la squadra che in Europa non ha quasi mai rubato niente e l’ultima pessima figura l’ha fatta nel 1991, quando a Marsiglia a Galliani gli si spense la luce dell’intelletto.
Domanda d’pbbligo, prima di prendermi gli inevitabili insulti di qualche fondamentalista viola: e se ci fosse stata la Juve?
Beh, se ci fosso stata la Juve sarebbe stata tutta un’altra cosa.
Chiunque ami la Fiorentina e abbia più di 40 anni non può aver dimenticato il 1982 ed il 1990 e qualsiasi cosa accada è sempre contro.

P.S. Mi ero dimenticato che ci sarebbe pure la festa rovinata dell’Inter…

Confesso di non capire più nulla dell’affare Toni.
A Messina uno dei colleghi che stimo di più e che si occupa di mercato, Massimo Basile di Stadio, mi ha detto che sarà dura prendere anche dieci milioni di Euro, cioè la cifra spesa due anni fa.
Mi sembra pazzesco e provo ad immaginare che sia per via della norma Uefa legata ai parametri per i giocatori sopra i 28 anni.
Una norma di cui però Toni e Tinti hanno detto di non voler sfruttare e che d’altra parte non è mai stata messa sul piatto da alcun agente Fifa o procuratore.
Io credo che per meno di 18 milioni di euro (ed è già una perdita secca di 7 milioni rispetto ad un anno fa) sia folle dare via il centravanti Campione del Mondo, ma si obietterà che rischiamo di vederlo partire per meno della metà.
E allora a questo punto io direi di giocare il tutto per tutto: tu Bayern non mi dai 18 milioni di Euro? Bene, non ti do Toni.
A questo punto vediamo a che gioco gioca Luca, facciamo insomma venire allo scoperto Tinti.
E’ pericoloso, ma i Della Valle penso che se lo possano permettere.
Al contrario sarebbe veramente triste vederlo partire alle cifre di un qualsiasi centravanti normale.

Non cambia nulla, ed è vero, però io mi sono arrabbiato lo stesso per il pareggio.
Sarà perché a sedici anni guardavo Rai 2 e aspettavo con impazienza la classifica degli assist, l’unica nella quale uno dei nostri, ovviamente Antognoni, poteva primeggiare; oppure perché mi sarebbe piaciuto che la coppia Toni-Mutu fosse la più forte di tutte a fine campionato.
Insomma mi piacciono queste cose, e avrei quindi sommamente gradito affiancare la Roma nella classifica senza Palazzi/Ruperto/Sandulli e fare un punto in più dello scorso splendido campionato.
In più, stando lì a Messina, mai e poi mai avrei pensato di non vincere e ancora mi chiedo il perché sia successo.
Va bene, mettiamoci una pietra sopra, non esageriamo con lo scontento a infiliamoci nel gioco affascinenante e pericoloso del mercato.

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