novembre 2006


Giusto rinnovargli il contratto, giusto dare una scadenza così lunga, anche se è vero che nel calcio le certezze durano lo spazio di un pomeriggio.
Ora Corvino potrà lavorare davvero in profondità e a questo proposito propongo un quiz (non si vince nulla, ma sarà divertente lo stesso provarci): nel 2011 quanti giocatori provenienti dalla Primavera saranno in prima squadra e perché no in Nazionale?
Sarà su questo che si misurerà il lavoro di Corvino, più che su qualsiasi altro aspetto tecnico.
Ad ogni giovane lanciato gli daremo un bonus per sbagliare cinque congiuntivi in conferenza stampa.
Buon lavoro, Pantaleo, come vedi qui la pressione non è poi così asfissiante…

Oggi compiamo un anno insieme.
Voglio solo dirvi grazie per la passione con cui intervenite, scusarmi per le volte che mi sono arrabbiato ed invitare chi è in malafede a non venire più a romperci le scatole con provocazioni e offese.
Ogni giorno siete più di mille, un successo davvero inaspettato, che (lo confesso) mi inorgoglisce.
Un piccolo consiglio mentre spengiamo la prima candelina: andate ogni tanto sui banner che ci sono in basso sulla destra, cliccate ed entrate in un mondo decisamente migliore del mio e, penso, anche del vostro.

HO LAVORATO CON E PER VOI: DUE ORE DI COMPUTER PER CERCARE DI RISPONDERE ALLE VOSTRE DOMANDE!!!

Imprevisto, imprevedibile e un po’ improvvido sfogo di Corvino al Penta contro “chi critica la Fiorentina e le mette ansia”, quindi noi giornalisti.
Erano altri i temi che volevo affrontare con Pantaleo e confesso di essermi sentito spiazzato, con l’aggravante che lo sfogo corviniano è andato in onda a tre minuti dalla conclusione del programma e noi, almeno fino al 31 dicembre, non possimo proprio sforare.
Ho dovuto quindi prendere in un minuto una decisione, che alla fine è stata quella di smorzare l’irruenza di Corvino.
Giusta o sbagliata che fosse, la scelta è stata solo mia, me ne assumo tutte le responsabilità e dico questo anche per spiegare perché Bardazzi, Ceccarini e Biagiotti da studio non siano potuti intervenire in difesa di sé stessi e della categoria.
Mentre Corvino si sfogava, ho pensato: se la butto in rissa e chiudiamo male scoppia una polemica che alla fine danneggia la Fiorentina e che non ha alcuna ragione di esistere; se subisco e non reagisco passo per pauroso anche nei confronti della mia redazione.
E’ andata per la prima soluzione, ma mi è costata.
Quello che non ho capito è se le parole di Corvino fossero strumentali come quelle di Prandelli dopo la sconfitta di Livorno oppure, e sarebbe molto più grave, se davvero crede ad un accanimento mediatico contro la Fiorentina.
Perché io questo accanimento proprio non lo vedo, ma se voi la pensate diversamente lo spazio qui sotto è fatto apposta per essere riempito.

RAGAZZI E RAGAZZE, LE RISPOSTE AI POST DOMANI.
SCUSATEMI, MA DAL PUNTO DI VISTA LAVORATIVO SONO GIORNI DI FUOCO

E’ stato un pareggio diverso rispetto ad Ascoli, alla fine più pesante e quindi più digeribile, anche perché ottenuto in rimonta e con decisioni arbitrali a nostro favore.
Una settimana fa la squadra era apatica, al limite della svogliatezza e l’avversario davvero modesto.
Il Siena, invece, ha avuto almeno quattro giocatori di categoria medio alta (Locatelli, Vergassola, Manninger e Codrea), molto ritmo e la foga tipica delle squadre che nei derby sanno di partire dietro.
Soddisfatti no, ma un po’ meno critici che ad Ascoli potremmo anche esserlo, anche se uomini decisivi (Blasi e Ufo) hanno compiuto vistosi passi indietro.
E poi la difesa, imbarazzante sulla rete presa, dove hanno sbgliato in tre: Ufo, appunto, Kroldrup, lentissimo a chiudere su Frick, e Frey, che ha visto passare la palla neanche tanto veloce davanti a sé nell’area piccola.
L’esperimento di riportare Jorgensen a sinistra non ha funzionato: in attesa di Santana è meglio che a destra si sacrifichi lui piuttosto che Mutu, apparso nei primi venti minuti un corpo estraneo.
Stiamo facendo fatica, è vero, ma chi ha mai pensato che questo fosse un campionato facile?

SCUSATE, MA DEVO DECIDERE SE RISPONDERE AI POST O SCRIVERE QUALCOSA DI NUOVO E ALLA FINE, DOPO LA SOLITA GIORNATA TUMULTUOSA, HO SCELTO LA SECONDA VIA

Noi non abbiamo pazienza: io, voi, in genere tutti i tifosi, ma specialmente quelli viola.
Attenzione, sto parlando solo di rapporto con i giocatori, quando si tratta di giudicare una prestazione.
Per il resto invece, se Giobbe fosse vissuto ai giorni nostri, sarebbe stato un dilettante, visto quello che abbiamo passato dall’inizio del terzo millennio: cessione di Batistuta, voragine di bilancio, fallimento, promozione in A col batticuore, salvezza sappiamo come, calciopoli.
Ma con quelli che vestono la maglia viola siamo impazienti, quasi ci sentissimo traditi del grande amore che abbiamo verso quella maglia se appena appena le prestazioni dei nostri non sono in linea con le aspettative.
Avevo già parlato di come i tifosi della Roma si siano messi buoni e zitti ad aspettare Totti.
Un’attesa a tratti messianica, durata almeno quattro mesi e che adesso sta dando i suoi frutti.
E se Gilardino fosse della Fiorentina, in quanti avremmo già deciso che la sua carriera a 24 anni è ormai giunta al capolinea?
Proviamo quindi tutti (a cominciare da chi scrive) a contare fino a cinque prima di esprimere giudizi trancianti e che possono durare lo spazio di una settimana.

Se faranno di tutto per recuperarlo, se gli chiederanno un sacrificio, allora vuol dire che di Jorgensen è proprio difficile fare a meno.
Mi è sempre piaciuta la gente del Nord, dalla Germania in su.
Certo, non si può pretendere che abbiano gli stessi entusiasmi e le stesse emozioni che noi latini dedichiamo a cose che a loro sembrano futili, ma sono seri, su di loro ci puoi contare.
Tra l’altro Jorgensen è dotato di un’ironia che ogni tanto affiora nelle banalità delle risposte alle nostre banalissime domande.
E, soprattutto, è affidabilissimo sul campo.
Una bella rivincita, la sua, in una stagione che in estate lo aveva messo tra le riserve e che resta comunque per lui difficile per il cambio di fascia.
Sono tre stagioni che è a Firenze, ma è talmente educato e tranquillo che quasi non ce ne siamo accorti.

Ogni tanto incontro qualcuno o mi arrivano lettere che mi invitano a farmi avanti per chiedere a Della Valle di creare Viola Channel.
Per carità no, rispondo sempre, ho già dato, e non poco, nella creazione e nell’affermazione di Canale Dieci (qualcuno da quelle parti, si è dimenticato a chi deve il suo ingresso e la sua permanenza nella “grande famiglia”, ma questo è un altro discorso).
Io non credo comunque che sia una grande idea quella di dar vita ad un canale satellitare tutto impostato sulla Fiorentina e provo a spiegare il perché.
Ogni tanto dò un’occhiata ai vari Roma, Juve, Inter e Milan Channel ed il migliore dal punto di vista tecnico è proprio quello rossonero, grazie anche ai filmati d’epoca, alla grafica e alla partecipazione di bellissime ragazze/giornaliste che dal mio maschilista punto di vista sono molto gradevoli.
Quello che è insopportabile è il contesto.
A cominciare da Mauro Suma, che mi dicono stia sulle scatole agli stessi tifosi del Milan per il modo mellifluo e sfacciatamente berlusconiano di affrontare qualsiasi argomento.
Tra l’altro quest’estate Suma si è lasciato andare ad una campagna anti Fiorentina senza capo ne’ coda, però il meglio il direttore, come ama farsi chiamare dalle “sue” fanciulle in fiore, lo dà quando deve spiegare le sconfitte della squadra di Ancelotti.
Ma il fatto è che un canale della società non può che essere schierato sempre e comunque da quella parte, e so bene io la fatica che ho fatto per mantenere Canale Dieci in linea di galleggiamento.
Non sempre ci sono riuscito, a volte sono scivolato su qualche buccia di banana, ma ci ho provato sempre, ve lo assicuro, col rischio di essere cacciato dalla proprietà almeno una volta l’anno.
A distanza di anni, diciamo che mi hanno salvato i giochi di potere tra le varie componenti del gruppo Cecchi Gori.
E comunque là, nonostante la strepitosa direzione di Sandrelli (e qui molti di voi storceranno la bocca, ma vi assicuro che i suoi sono stati quattro anni fantastici, in cui ha sempre difeso, come poi ho fatto io, l’autonomia dei giornalisti che là lavoravano), si pagava sempre pegno.
Si doveva cioè ogni volta dimostrare di essere obiettivi, per non cadere nell’accusa di essere la “tv della Fiorentina”.
Ora mi chiedo: quanti di voi si abbonerebbero davvero ad un canale che pensate sia legato indissolubilmente ai Della Valle?
Noi fiorentini, che abbiamo innato il gusto della polemica, lo faremmo davvero in pochi…

E dunque una Fiorentina che ha Toni e Mutu, che dispone di Pazzini e con spruzzate di Jorgensen e Santana non è strata capace di rimediare nemmeno un rigore a favore in dodici giornate.
Mentre una difesa, che i più considerano molto ballerina e che certamente non è il massimo della vita, non ne ha causati neanche uno contro.
Il bello è che a memoria non mi ricordo di episodi clamorosi da una parte o dall’altra, di contestazioni per un fallo evidente non visto o diregali arbitrali per noi.
Naturalmente qualcuno mi correggerà (e farà bene), ma resta il fatto che questo è davvero un campionato strano, con situazioni uniche e paradossali.
Per il fatto dei rigori a favore molto dipende dalla scarsa e giusta propensione di Toni e Mutu a “lasciarsi andare” a terra nell’area avversaria.
Forse Santana sarebbe più portato, però si è visto davvero troppo poco.
Ma se poi finalmente ci danno un rigore a favore, chi lo batte?

Tre considerazioni, a freddo: 1) la più brutta partita in assoluto vista qust’anno dal vivo;
2) la Fiorentina avrebbe meritato di vincere;
3) abbiamo lasciato ad Ascoli due punti, ma non è il caso di farne un dramma.
Siccome Prandelli è uomo e allenatore onesto, io credo completamente alle sue spiegazioni nel dopopartita, quando ha parlato di squadra che si è allenata poco e male.
Ufo, Liverani e Gamberini, a scartamento ridotto; Kroldrup, Santana e Jorgensen fuori; Toni che non può essere ancora quello che ci aspettiamo (ma ha segnato e questo basta e avanza).
Insomma, di ragioni tecniche ce ne sono, per spiegare una prova opaca.
Eppure avremmo meritato la vittoria e, guarda te le combinazioni sfortunate, Montolivo e Mutu, cioè due tra i più talentuosi del gruppo, sono andati ad infilarsi nella classica giornata storta da cui non sono quasi mai usciti.
Niente processi, quindi, la strada è sempre in salita, ma la macchina su cui viaggiamo offre le maggiori garanzie possibili.

Può anche essere che Pazzini ad Ascoli stia in panchina, ma ho come l’impressione che Prandelli sia un po’ più tranquillo sulla conquista della salvezza.
Da qui la sensazione che ragazzi come Pazzini, appunto, e Montolivo troveranno sempre più spazio in quello che potrebbe diventare (e qui tocco ferro, invitandovi a fare altrettanto) un campionato molto simile a quello 1967/68, quando trovarono posto in pianta stabile ragazzi come Merlo e Chiarugi, senza contare l’affacciarsi in prima squadra di Esposito e Superchi.
Insomma, la Fiorentina potrebbe diventare un eccellente laboratorio di gioco, in cui mettere in secondo piano il risultato (sto parlando di febbraio/marzo, non del presente), puntando invece alla crescita di un’idea di squadra che potrebbe darci grandi soddisfazioni.
Fra l’altro vi confesso che a me l’Uefa proprio non mi entusiasma: per come è diventato il calcio oggi, la considero un intralcio e basta, senza l’appeal degli anni settanta e ottanta.
Ci pensate ad un campionato senza impegni di Coppa, in cui si parte da zero e con una squadra pronta a decollare con un impianto di gioco super collaudato?
Vabbeh, ho volato troppo, pensiamo ad Ascoli e a non prendere schiaffi.
In tutti i sensi.

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