giugno 2006


Tanto lo so che in tanti mi contesterete, ma io stasera sono molto contento della semifinale mondiale dell’Italia e soprattutto dei due gol di Toni.
Trovo infatti assurdo essere contro la maglia azzurra, ma per carità non pretendo di convincere nessuno, solo che quando vinciamo con la Nazionale io sono soddisfatto.
Lo ero nel 1982 e ho ricordi precisi già nel 1968, quando diventammo Campioni d’Europa e provavo da bambino un senso d’orgoglio acuito dalla presenza in quella formazione del capitano viola De Sisti.
Ora, secondo voi, dovremmo tifare Germania nella semifinale?
Ma via, pensateci bene e proviamo a rovesciare il concetto: vogliamo dare a Carraro, Matarrese, Galliani e tutte quelle facce che hanno governato il carrozzone del calcio la soddisfazione di privarci di una cosa bella come la maglia azzurra?
Per me non è quella gente lì, ma uomini come Riva, Rivera, De Sisti, Antognoni, Bruno Conti e magari posso pure tralasciare gli juventini perché mi si bloccano le dita sulla tastiera.
Però Toni gioca (ancora?) nella Fiorentina e per stasera è l’attaccante più noto tutto il mondo, perché non dobbiamo esserne contenti e ricominciare solo da domani a pensare al processo?

Mi pare che si sia un po’ esagerato, compresi noi a Radio Blu, col definire positivamente la prima giornata molto tecnica del super-processo.
Il fatto è che abbiamo tutti una tale voglia di scrollarsi di dosso questo incubo che proviamo a rimodellare la realtà a nostro uso e piacimento.
Non mi pare insomma che il rinvio sia così fondamenatle per l’esito finale, soprattutto se abbinato all’esigenza di prendere in esame delle altre squadre che vorrebbero entrare in gioco come danneggiate dal sistema Moggi.
Siamo ancora sullo zero a zero, diciamo che per ora sono entrate le squadre in campo e ci sono stati tra gli avversari i convenevoli di rito.
Lunedì si riparte e intanto guardiamo se stasera Toni finalmente si sblocca (a proposito, sono quasi scomparsi i titoloni sui giornali che lo davano certamente all’Inter: un caso?)

E QUESTO E’ IL GRANDE NICK CECCARINI: A POCHE ORE DALLA PARTITA DELL’ITALIA, LUI, INVIATO AL SEGUITO DELLA NAZIONALE, PENSA ALLA FIORENTINA…
Non mi era mai capitato ma stavolta ho deciso anche io di scrivere sul blog di David. E’ la prima volta nella mia vita…Il direttore mi perdonerà…E anche voi…Non voglio rubargli lo spazio ma ne sentivo il bisogno…Anche io ragazzi sto soffrendo dalla Germania, ormai è un mese che sono lontano, ma la Fiorentina è un pensiero costante. E per me è sempre una gioia poter parlare ogni sera alla radio, e non solo perchè c’è da seguire il mercato. E’ soprattutto un modo per sentirmi più vicino ai miei colleghi, ai miei amici, a tutti i tifosi della Fiorentina e alla squadra che amiamo. Dalla nascita. Anche io sinceramente non vedo l’ora che questo incubo finisca. Prima possibile. Non ce lo meritiamo, anche per tutto quello che abbiamo passato in questi anni. Ma a volte sembra che ci abbiano fatto quasi un favore. In C2 però ci siamo andati solo noi, mi sembra…Io non so come andrà a finire, ma l’unico modo per farci sentire è stare tutti uniti e compatti nei momenti di difficoltà. E’ sempre stata la nostra grande forza, di noi fiorentini, e tutti ce la invidiano, ve lo posso assicurare…Un abbraccio forte a tutti. Nick

Il giorno prima degli esami sono calmi, tranquilli e determinati.
Parlando con qualche protagonista viola ho avuto la sensazione che Diego Della Valle non facesse nessun bluff: sono proprio convinti di non aver commesso alcun reato.
Adesso vanno a spiegarlo a Ruperto e gli altri giudici: non sarà facile, ma neanche impossibile.
Per ora, se possiamo, stiamo calmi noi e ovviamente anche voi, pur capendo che non sia facile.
Ieri visto un Moggi scontato, che altro avrebbe dovuto dire?
Un po’ patetica la storia della famiglia distrutta, anche se non si capisce bene cosa c’entri con le intercettazioni calcistiche il tentativo di imbrocco del figlio con Ilaria D’Amico.
Una donna intelligente comunque dovrebbe perdonare (valutazione maschilista, lo so…), semmai ci sarebbe qualcosa da dire sui diecimila Euro spesi per un week-end alla grande a Parigi.
Domani giornata importante, ma non campale e un consiglio interessato: seguitela su Radio Blu, visto che ad ogni ora, a partire dalle 10, al termine del notiziario, Ernesto Poesio farà dei collegamenti se ci saranno novità.

Dov’è finito Innocenzo Mazzini?
Sicuramente non vive più a Firenze, dove l’aria per lui è diventata pesante, ma, attenzione, tra pochi giorni potrebbe avere l’occasione di raccontarci la verità.
Mazzini sta pensando a tirare fuori dai guai la Fiorentina dicendo finalmente di essere stato lui ad avvicinare i dirigenti viola e di aver millantato molte cose a cui hanno (temo) creduto Mencucci e i Della Valle nei giorni dell’angoscia del 2005 per l’eventuale immeritata retrocessione in B?
Può darsi di sì e quello sarebbe un momento decisivo per il processo.
Occhio quindi alle mosse di Mazzini, perché c’eravamo un po’ dimenticati di lui ed invece potrebbe tornare alla ribalta.

Breve digressione sulla Nazionale: non se ne può più di Del Piero.
Se penso che accusavano Antognoni di non essere decisivo, mi viene da ridere. O da piangere, dipende.
Del Piero ha fallito nell’ordine: gli Europei del ’96, i Mondiali del ’98 (lo scempio di Baggio in panchina!), gli Europei del 2000 (le due occasioni clamorose fallite nella finale con la Francia), i Mondiali del 2002, gli Europei del 2004 e ora i Mondiali del 2006.
Per quanto tempo lo dobbiamo ancora sopportare? Contro l’Australia avrà toccato dieci palloni in tutto, facendo rimpiangere il peggior Totti della storia.
Premetto che l’uomo è serio, che il giudizio fuori dal campo su di lui può pure essere positivo, ma è il campo che conta e lì il tempo per Del Piero è davvero scaduto.
Comunque sia, la dea Eupalla ci ha aiutato e siamo ai quarti, ma giochiamo un calcio al limite della vergogna.
Sul resto che ci sta più a cuore è stata una giornata interlocutoria.
Nulla di nuovo insomma, ma solo tanta, tanta sofferenza nell’attesa.

In un Paese normale non si farebbero processi sommari e non si metterebbe il pepe sul fondo schiena dei giudici solo perché bisogna far presto e ci sono i calendari da compilare.
Non si fanno infatti processi sommari nella giustizia penale o nella civile e non si vede perché debbano essere fatti in quella sportiva, visto che qui sono a rischio centinaia di milioni di Euro, l’onorabilità e la credibilità di decine di persone, l’amore di milioni di tifosi per una squadra di calcio.
In un Paese normale non sarebbe possibile (nella giustizia sportiva) rischiare di essere condannati perché Lotito dice a Mazzini che Della Valle non si deve permettere di fare certe proposte.
Che proposte? Che credibilità ha Lotito?
In un Paese normale anche nello sport l’onere della prova dovrebbe competere all’accusa e non alla difesa, perché sarebbe impossibile per tutti noi, e quindi anche per Della Valle, provare di NON aver mai tentato di combinare Lazio-Fiorentina.
In un Paese normale prima di affidare fantasiose ricostruzioni di illeciti a volonterosi e un po’ ingenui carabinieri si ragionerebbe sull’ultima partita del campionato 2004/2005 e si capirebbe che la combine era pressoché impossibile, a meno che non si fosse tentato di tirare dentro pure Sampdoria, Bologna e Brescia.
Altro che solo Lecce-Parma (e qualcuno spieghi a Zeman il 29 maggio 2005 a noi serviva molto di più la vittoria del suo Lecce piuttosto che il pareggio).
In un Paese normale il Milan, che ha provato a costruire un sistema atto a delinquere alternativo ma meno efficace di quello della Juve, sarebbe messo molto peggio della Fiorentina e della Lazio.
In un Paese normale ci sarebbe differenza tra Lazio, che ha provato solo ad avere vantaggi, e Fiorentina che è stata bastonata per mesi prima di decidere di usare buone creanze con il potere, Moggi e Bergamo compresi.
Ma questo è un Paese normale?

…era l’ora, potreste dire, e avreste pure ragione.
Ho tentato accessi internet, ma non c’era niente, semmai bisognava portarsi il portatile da casa, ma questo non rientrava nei patti con moglie e figlie.
Comunque è stato interessante, perché ho capito cosa si prova a stare dall’altra parte del gironale o della radio: semplicemente angosciante.
Per i primi quattro giorni mi sono alzato la mattina con la paura e la speranza di ciò che avrei letto sul giornale, poi non ho più retto e nel pomeriggio chiamavo Bardazi o Pestuggia per chiedere loro a che punto eravamo.
Ora si entra nel vivo della questione, io sono molto arrabbiato e cercherò di trasformare questa rabbia in lucide trasmissioni a Radio Blu.
Primo comandamento: non perdere la testa.
Secondo: far valere le nostre ragioni e non accettare assolutamente che si faccia passare la Fiorentina come una delle protagoniste del sistema Moggi.
Ora mi leggo i vostri commenti e ci aggiorniamo a domani, tifando stasera per l’Argentina (Passarella, Bertoni e, al di là delle vicende personali, l’immenso Batistuta).

Questo blog è una strana cosa: Pestuggia ci aveva messo quattro mesi a convincermi a scrivere qualcosa ed io non ne volevo sapere, avendo una certa avversione per il mezzo.
Poi sono partito quasi per gioco e adesso mi sento come quando si va a chiedere le ferie in ufficio.
Stacco infatti per una settimana e dove andrò so già che esiste una sola postazione internet e quindi sarà dura prenderla per scrivere qualcosa.
Però mi spiace, mi sento un po’ a disagio a staccare (e succederà ancora a luglio e agosto. Fate bene ad avercela con i giornalisti: troppe ferie…) per una settimana.
Tranne rarissime occasioni in questi sei mesi e mezzo non ho mai faticato a mettermi davanti alla tastiera per dire la mia.
Spesso mi sono divertito, qualche volta arrabbiato perché, diciamocela tutta, sono un po’ permalosetto e mai credere a quelli che ringraziano per le critiche ricevute.
Comunque una settimana passa in fretta e poi mi conosco: dopo tre giorni mi rompo un po’ e può darsi che la mattina alle sei sia alla reception con il video acceso…

Ho conosciuto con esattezza la cifra offerta a Toni dall’Inter: 4 milioni di Euro netti a stagione per tre anni, contro il milione e mezzo che adesso percepisce dalla Fiorentina.
Premesso che convivo da vent’anni con un sottile senso di colpa, perché nel mio piccolo mi sembra sempre di essere molto fortunato ad avere quello che ho e a guadagnare quello che guadagno, specie se rapportato al resto del mondo (oh, siamo lontani anni luce da quelle cifre, tanto per chiarire…) mi sono chiesto brutalmente cosa avrei fatto io al posto suo alla seconda telefonata di Oriali.
La risposta sincera è: non lo so.
Certamente non avrei fatto quelle sparate al primo giorno di raduno a Coverciano e avrei sussurrato alla mia dolce metà: “Marta cara, ti ricordi di quando ci siamo fidanzati a Firenze ed evitavamo gli sprechi perché non è che potessimo scialare? Ecco, amore mio, conteniamoci adesso, specie nelle dichiarazioni…!.
Detto questo, forse avrei mandato il mio procuratore da Corvino per studiare una via di uscita dignitosa a questa situazione vecchia come il mondo del pallone.
E qui mi fermo perché poi non ci arrivo più, ritenendo che se nella vita sei così bravo/fortunato da accumulare due milioni di euro, dopo puoi vivere tranquillo per il resto dei tuoi giorni senza nemmeno andare a lavorare (però sai che noia).
E siccome Toni di milioni di euro dovrebbe averne guadagnati già quattro o cinque, io non riesco proprio a sintotizzarmi su queste lunghezze d’onda.
Con Toni e neanche con molti altri ragazzi che intervisto la domenica dopo la partita.
Quello che colpisce comunque è l’atteggiamento dell’Inter, così attenta ai cosiddetti valori morali, che evidentemente a Milano funzionano come certi divieti di sosta: a giorni alterni.
Quando è il giorno dispari, si infrangono i regolamenti e si telefona direttamente al giocatore nel chiaro tentativo di farlo litigare con la Fiorentina.

P.S. Ieri sera al FUAN ottima serata, tanti ragazzi e confronto civile con Totaro. A mia precisa domanda ha promesso che chiederà conto al compagno di partito Gasparri a proposito delle sue maledette profezie sulla Fiorentina in C.

Venti giorni fa mi chiama qualcuno che non conosco e mi chiede se voglio partecipare ad un dibattito sulla possibilità di avere un calcio pulito.
Mi dice chi sarebbe invitato e declino cortesemente perché la compagnia sinceramente (soprattutto uno) non mi pare un granché.
Mi richiama dopo una settimana dicendomi che quell’uno è stato eliminato e che ci sarà pure Rialti.
A quel punto, pur gradendo pochissimo uscire la sera, un po’ arreso dico sì.
Tre giorni fa giro dalle parti di Bellariva e scopro il mio nome “in cartellone” per il suddetto dibattito organizzato (e chi lo sapeva?) dal FUAN, da Alleanza Nazionale e insomma dalla destra più destra che ci possa essere.
Chiamo Rialti un po’ perplesso ma avendo già preso in cuor mio la decisione che nulla sarebbe cambiato: e perché non sarei dovuto andare a parlare con Totaro e con altri che non hanno le stesse mie idee e che però hanno usato la gentilezza di invitarmi?
Se me lo avessero detto prima chi erano, avrei accettato lo stesso: mi piace il dialogo.
Rialti (ex Lotta Continua, quasi commosso davanti a Sofri, quando andammo ad intervistarlo nel carcere di Pisa) la pensa più o meno come me ed ecco che domani sera questa strana coppia (strana per il pubblico presente…) si esibirà a titolo totalmente gratuito in via di Ripoli, alla Biblioteca Bardini.
Me lo avessero raccontato ai tempi della scuola media superiore non ci avrei creduto.
Non mi pare infatti che trent’anni fa quelli di religione ebraica e (sia pure moderatamente) di sinistra andassero molto di moda tra gli adepti del Fronte della Gioventù…

Ultim’ora: Railti non viene per nuovi impegni, ma c’è Pestuggia, chi viene è bene accetto, ci divertiremo.

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