marzo 2006


Si gioca tra poche ore e ce ne siamo quasi dimenticati: che tristezza non godersi quasi per niente una vigilia da Champions come questa.
Sono molto curioso di vedere cosa si inventeranno Prandelli e Spalletti, perché qualcosa si inventeranno di sicuro, probabilmente a centrocampo, dove non sono così certo (è una sensazione a pelle, niente di più) che Montolivo debba per forza lasciare il posto.
In attacco, diciamo la verità, abbiamo tutti una gran voglia di vedere ancora Jimenez, soprattutto dopo quella “giochessa” di San Siro che ha costretto all’ammonizione Nesta.
Su Lobont invece mi sembra che l’atteggiamento generale a cinque giorni dagli errori di Milano fluttui tra una fiducia trascendentale in Corvino e la speranza che tirino in porta il meno possibile, e comunque mi è sembrato molto debole il partito pro-Berti.
La Roma gioca in questo momento e da tre mesi il miglior calcio della serie A, è giusto riconoscerlo, ma la gara è aperta.
Basta non aver paura.

Chiama per un collegamento Radio Radio, splendida emittente leader di ascolto nel Centro Italia, e sparo subito l’infamia di quanto scritto sul sito dei sedicenti fans romanisti di Chierico (che penso non sappia niente) a proposito della signora Prandelli.
Sbigottimento nell’etere, stigmatizzazione di tutto con inevitabile pistolotto di quello che dice che certe cose sarebbe meglio non dirle.
Vabbeh, fin qui niente di nuovo.
Poi, a sorpresa,l’ intervento di Spadino, capo ultrà della Curva Sud.
Ce l’ha con Passarella per quello che aveva affermato a proposito dell’invito a restare a casa se uno non ha il biglietto e con la decisione della Fiorentina di offrire l’accoppiata Ascoli e Roma.
Gli rispondo pacatamente, ma con durezza, e viene fuori un dialogo tra persone civili, tanto che al quinto minuto di conversazione mi si accende la lampadina: bisogna farlo parlare con Sartoni.
E la sera al Pentasport, grazie anche e soprattutto ad un Bardazzi in forma straordinaria, vengono fuori venti minuti di grande radio.
Inaspettati e per questo ancora più belli.
E allora ribadisco il concetto: un passo indietro tutti, tolleranza zero da parte delle forze dell’ordine e tolleranza mille tra chi è di sponda calcistica opposta ma non si è ancora bevuto il cervello o non ha secondi fini (leggi politica o creare ad arte il caos per ricattare la propria società).

Ragazzi, calma.
Questa guerra tra fiorentini e romanisti è più idiota che violenta.
Leggo e taglio commenti da delirio, ma lo sapete che tra l’altro rischiate penalmente a scrivere certe cose?
Quando usate determinate terminologie, non riesco a capire se ci siete o ci fate, perché davvero non arrivo ad immaginare che i fiorentini abbiano dei romani (e viceversa, naturalmente) le idee che manifestate sul blog.
Cerchiamo di alzarci un po’ dal livello vicino allo zero in cui siamo (siete) finiti.
Sono convinto che molti di voi che hanno spedito certi post da delirio non sappiano nemmeno la formazione della propria squadra e che insomma Fiorentina-Roma sia solo uno sfogatoio per rabbie represse.
Ma si può?
Io dico di no, o almeno chiedo che non venga fatto qui, sul mio blog.

Questa storia dell’arrivo in massa dei tifosi romanisti senza biglietto non ha proprio senso.
Parafrasando Massimo D’Alema, gran tifoso giallorosso, in un Paese normale tremila persone senza tagliando per entrare allo stadio se ne stanno tranquillamente a casa o comunque, siccome certamente non passano inosservate, ad Orte vengono fermate e rispedite al mittente.
Stavolta hanno completamente ragione i capi del tifo: se succederà confusione, se verrà accettata la logica che “tanto non ci si può fare niente”, allora vorrà dire che ci dobbiamo rassegnare alla logica della giungla e soccombere, abbandonando ogni forma del vivere civile.
Aspettiamo e, molto preoccupati, vediamo cosa succederà.

Ecco, ma se quello che ha combinato Lobont nei suoi primi due mesi in viola (Parma, Siena, Milan) lo avesse fatto Toldo, oppure Pagliuca o ancora Sereni, che cosa avremmo detto, letto o scritto?
Detto questo, che è uno sfogo, adesso siamo prigionieri della situazione e bisogna tenere bassa la temperatura.
Sperare che lui si riprenda, anche se per la verità a vederlo in faccia dopo la partita non mi pareva per niente contrito, e questo almeno è un bel segno.
Ci sono stati portieri viola (Landucci) dalle enormi potenzialità e dalla grande classe che la notte non dormivano per un errore commesso.
Alla fine andavano fuori voltaggio e perdevano il posto.
Lobont no, mi sembra tranquillo (semmai dormiamo poco noi pensando, a quanto è avvenuto a San Siro, ma questo è un altro discorso…).
A questo punto facciamo finta di niente almeno fino al termine del campionato, perchè sostituirlo ora vorrebbe dire riproporre lo stesso scellerato copione dell’anno scorso, quando fra Lupatelli e Cejas non sapevamo più a quale santo votarci.
Sì, facciamo finta di niente, ma poi ricordiamoci di tutto mentre imbocchiamo la Firenze-Parma per trattare di un certo portiere francese che ci manca come il pane.

Recuperata a fatica una postazione internet, è giusto raccontare la strana sensazione di una partita dei viola vista in televisione.
Intanto ho avuto la conferma che stare lí sul campo é proprio tutta un´altra cosa, il video anestetizza tutto, toglie pathos.
E´stata una Fiorentina bruttina, con Bojinov in discesa di condizione e con Jorgensen assolutamente impalpabile nel primo tempo.
E però se Toni l’avesse messa dentro, saremmo a raccontare di una Fiorentina ad un passo dalla Champions.
Adesso comunque va sempre bene, basta tenere il vantaggio fino al 2 aprile e (clamoroso, ma vero) tifare Juve sabato sera.
Il migliore in campo nei sessanta minuti di Cagliari? Leonardo Bardazzi, assolutamente perfetto nella radiocronaca (ebbene sì, l´ho ascoltata… potevo forse farne a meno?)

P.S.
Ragazzi, mi sono accorto solo ora dell’errore (l’àvesse), ma dov’ero la tastiera era in tedesco…
Sono ignorante, ma non fino a questo punto, cmq scusatemi

Scusatemi, ma da dove sono (profondo Nord) recuperare una postazione interner e´un´ impresa quasi impossibile e quindi sono costretto a sospendere per qualche giorno, diciamo fino a domenica mattina, quando spero avremo quattro punti in piu´ in classifica.
Solo una cosa sul gesto di De Rossi, perche´mi e´stato richiesto: assolutamente inaspettato e per questo ancora piu´bello.
Stavolta giu´il cappello e se i tifosi della Roma assomigliassero un po´di piu´ a lui, il 2 aprile staremmo tutti piu´tranquilli.
Voi comunque, se volete, continuate a scrivere.

Dopodomani è primavera, ovvio che rinasca Fiore…
E’ brutta, lo so, ma intanto godiamoci il nuovo corso di questo giocatore spesso contestato, ma dotato di una classe cristallina, a cui da un paio di partite si abbina anche una certa propensione al sacrificio.
Lui e Doandel i migliori di una Fiorentina sempre più stanca, ma anche sempre più in orbita Champions.
Stiamo continuando a vincere le partite che dovevamo vincere e questo è il segno di una grande maturità del gruppo.
Ancora grazie Prandelli, che sbaglierà pure la formazione all’inizio, ma poi rimedia e non si vergogna a togliere l’uomo più in forma delle ultime tre partite (Bojinov) e Jorgensen, che proprio male non era andato.
E stasera tutti a tifare Messina, ma guarda un po’ cosa si deve fare nella vita…

Finalmente uno duro e puro, uno che non ha paura a dire quello che pensa.
Uno così non poteva che provenire dal versante “uomini veri”, quelli tutti di un pezzo, i profeti del “mi piego, ma non mi spezzo”.
L’eroe in questione è Maurizio Gasparri, colonnello di Alleanza Nazionale, ex Ministro delle telecomunicazioni.
Ha detto il nostro, a margine di un comizio elettorale: “Della Valle può aspirare al massimo alla presidenza della Maceratese e non della Fiorentina, vedrete che farà la stessa fine di Cecchi Gori”.
Gasparri ha dimenticato di farci sapere se ci ributteranno un’altra volta in C2 oppure, grazie al lodo Petrucci, magari ci faranno ripartire dalla B.
Il concetto è comunque chiaro: Della Valle si è messo di traverso al premier (vedere la gazzarra di ieri alla Confindustria) e ne pagherà le spese.
Non solo lui, ma tutto ciò che lo circonda, Fiorentina compresa.
Un bell’esempio di democrazia, non c’è che dire, uno spaccato dell’Italia attuale.
Perché come Gasparri la pensano in tanti ormai in politica, compresi i proprietari di alcuni media toscani (giornali, radio…), che si sono apertamente schierati in favore del “questa volta non faremo prigionieri”.
Intanto oggi battiamo l’Ascoli, da domani penseremo a Gasparri.

Mi ha colpito la dignità e la tristezza con cui Picchio De Sisti sopporta il suo esilio molto poco dorato.
Non è stato più cercato da quando, nel 1992 ad Ascoli, litigò con Moggi.
Istruttivo.
Per la verità lo prese Cragnotti alla Lazio per il suo settore giovanile, però pochi mesi prima di “pelare” con la Cirio migliaia di risparmiatori e così pure De Sisti è finito nella lunga lista dei creditori chirografari di quel simpatico signore.
E’ incredibile come il calcio si sia dimenticato di lui e mi spiace moltissimo perché anche all’apice della carriera Picchio è stato uno di quelli che si è sempre ricordato da dove veniva e non se l’è mai tirata.
Un grande del pallone, senza mai dare l’idea di prendersi troppo sul serio.
Il calcio lo ha in pratica pensionato a soli 49 anni, senza che lui volesse, e mi sembra strano che nelle decine di quadri tecnici delle varie squadre azzurre non ci sia mai spazio per la sua saggezza.
E anche qui a Firenze siamo un po’ in debito con De Sisti, almeno quelli di noi che hanno più di quarant’anni.
Invochiamo la partita di addio di Batistuta, spingiamo per il ritorno di Toldo, sussultiamo ad ogni respiro di Rui Costa, ci arrabbiamo per una frase fuori posto di Di Livio, ma poi ci dimentichiamo completamente di chi per quindici anni è stato il condottiero viola, in campo ed in panchina.

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